Per interpretare il primo focus in programma al nuovo Triennale Design Museum, “L’Editoria del design”, sono stati chiamati all’appello l’architetto milanese Italo Rota e il pittore e regista gallese Peter Greenaway, (presente all’ultima mostra del Cinema di Venezia con il suo Nightwatching sul celeberrimo dipinto Ronda di notte di Rembrandt). L’iniziativa rientra nel contesto con cui è stata studiata la nuova anima del Museo. Come ha spiegato il Presidente della Triennale Davide Rampello «la sfida di Triennale è quella di far tornare il visitatore due volte all’anno» e proprio in quest’ottica l’allestimento del museo cambierà periodicamente e sarà affidato di volta in volta a una diversa coppia di architetti e registi-scenografi. «Vogliamo presentare gli oggetti più carichi di senso del design italiano del XX secolo nel contesto della storia e della cultura italiana», ha annunciato Greenaway. «Sarà un museo che parla di oggetti senza molti oggetti, poiché il contesto in cui è collocato è rilevante quanto l’oggetto stesso. Possiamo realizzare tutto questo oggigiorno con massima economia di mezzi rispetto al passato, tramite le potenzialità dei nuovissimi strumenti tecnologici che sono essi stessi una straordinaria evocativa testimonianza e rappresentano la pratica quotidiana della nostra visual information age. […] Cento oggetti significativi dell’Italia contemporanea offerti a voi in modo tale che l’oggetto numero centouno sia il museo stesso». Il direttore Silvana Annicchiarico, di concerto con il curatore scientifico Andrea Branzi, ha garantito che «sarà un museo dinamico, mutevole, come lo è il design». Alla struttura si accederà mediante un ponte sospeso sullo scalone del primo piano: «Grande metafora di connessione fra passato e futuro» ha spiegato il curatore dello spazio espositivo l’architetto Michele De Lucchi. L’appuntamento è per l’inaugurazione prevista il 6 Dicembre 2007. Ulteriori informazioni sul sito www.triennale.it

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