Hollywood non è l’unica realtà cinematografica a puntare molto sulle pellicole ispirate ai videogame (per saperne di più leggi il nostro speciale I videogame invadono Hollywood): il “cinema amatoriale”, infatti, è un settore particolarmente florido per questo genere di opere.
Vi avevamo già segnalato in questo articolo il fenomeno fan movie, ovvero pellicole no profit realizzate da fan, e il tentativo di Giacomo Talamini di portare sul grande schermo Metal Gear Solid, un videogame creato nel lontano 1987 e i cui episodi hanno venduto diversi milioni di copie nel mondo. Alla fine Talamini ce l’ha fatta dopo tre anni di duro lavoro, realizzando Metal Gear Solid: Philanthropy (nella foto), un lungometraggio di 70′ non solo molto fedele allo stile del videogioco, ma anche dalle indubbie qualità tecniche. Proiettato in anteprima in due sale cinematografiche (al cinema Apollo di Milano e al Cinecity di Silea, in provincia di Treviso), il film è disponibile in streaming (sul sito di Hive Division) e sta riscuotendo un grande successo tra i fan della serie: sono circa mezzo milione le visualizzazioni a poco più di un mese dalla messa on-line, risalente allo scorso 27 settembre, di cui 100.000 dagli Stati Uniti e quasi 30.000 dall’Italia (il film è in inglese sottotitolato). Il protagonista, sempre interpretato da Giacomo Talamini, è Solid Snake, un soldato appartenente a un team (la Philanthropy) specializzato in missioni di massima importanza mondiale e che ha a che fare con armi sofisticate e talvolta anche con robot giganti. Motivo per cui anche il film di Talamini è ricco di effetti speciali digitali, che sono il suo vero punto di forza. Perché, a dire il vero, l’intricata trama piacerà senz’altro ai superappassionati del videogame, ma tutti gli altri faticheranno un po’ a comprenderne tutti i passaggi. Abbiamo incontrato Giacomo Talamini (nella foto sotto) per capire meglio come sia riuscito in questa impresa. Sotto, alcune immagini del corto Metal Gear Solid: Philanthropy:

Best Movie: Hai ricevuto qualche commento da Konami, la casa di produzione del videogioco?
Giacomo Talamini: «Al momento non abbiamo avuto nessun riscontro ufficiale da parte di Konami o di Hideo Kojima (il creatore della serie Metal Gear). Quando Philanthropy è andato on-line, abbiamo inviato tutto il materiale alla software house, ma per ora non ci è arrivata nessuna risposta».

Best Movie: Gli effetti speciali sono veramente notevoli. Come avete raggiunto un tale livello qualitativo?
G. Talamini: «Ho avuto la fortuna di avere tanto tempo e tanti anni per costruire la squadra che si occupa della post produzione: gli effetti speciali sono lo sforzo supremo di questo gruppo. Sostanzialmente sono un team di grafici generalisti, ovvero si occupano di tutti gli aspetti della loro disciplina, il che è abbastanza raro per quanto riguarda il mondo cinematografico. Molto importante è stato anche il sistema di motion capture che Alberto (capo artista 3D) ha creato da zero: questo programma ci ha permesso di creare e animare il Metal Gear presente nel film. Per altro, quel Metal Gear sono sempre io».

Best Movie: Lo scenario dei fan movie è in crescita, pensi che un giorno questi film potranno avvicinarsi al livello delle grandi case di produzione?
G. Talamini: «Il livello qualitativo si sta decisamente alzando in questo ultimo periodo, basti pensare a film come quelli di Berserk – The Black Swordman, realizzato dai ragazzi di Deus Ex Machina (che ci hanno anche aiutato per la realizzazione di Philanthropy), o quello di Goldrake in computer grafica. C’è una vera esplosione di prodotti dalla base di utenza verso l’alto e penso che questo, alla lunga, riscriverà le regole dell’intrattenimento. La mia impressione è che il cinema “dal basso” cresca in maniera esponenziale e molto più velocemente rispetto alle pellicole create dalle grandi case di produzione. Non so se queste due realtà arriveranno mai a un punto d’incontro, visto anche gli standard tecnici imposti dall’industria del cinema, ma quello che è certo è che in breve vedremo una gran quantità di prodotti del livello di Philanthropy, o anche superiore».

Best Movie: Il finale del film non conclude l’intera vicenda, questo è perché hai previsto qualche sequel di Philanthropy?
G. Talamini: «Certo, sono già tutti scritti dal 2006. A dire il vero, quando avevamo iniziato a girare Philanthropy l’idea era di realizzare un film unico da tre ore che comprendesse tutto lo sviluppo della trama. In corso d’opera, però, ci siamo resi conto che così facendo i tempi di realizzazione si sarebbero allungati e così abbiamo deciso di dividere l’intera vicenda in tre differenti lungometraggi da circa un’ora ciascuno. La seconda e la terza parte sono lì pronte da girare e personalmente penso che siano migliori a livello di narrazione rispetto al primo capitolo. Per ora, però, questi due sequel restano solo un progetto».

Best Movie: Oltre a Philanthropy, hai qualche altro progetto per il futuro?
G. Talamini: «Ho il cassetto che trabocca di sceneggiature. I sequel di Philanthropy sono tra quelle, ma se realmente li faremo dipenderà da come si evolve la situazione di Hive Division. Ora il nostro focus è diventare una vera e propria casa di produzione e realizzare un progetto originale, dato che Philanthropy è totalmente no profit e quindi non può essere venduto; abbiamo ricevuto diverse offerte per monetizzarlo (da parte soprattutto di siti di streaming), ma abbiamo rifiutato perché non volevamo snaturare la vera essenza del film. Come Hive Division attualmente stiamo lavorando su due prospect differenti: Man of Sorrows, un film di fantascienza dalla componente drammatica, e Wave, che stiamo ancora valutando se realizzarlo come film vero e proprio o come serial. Purtroppo non posso dire molto di più perché sono tutti e tre ancora in fase di definizione. Naturalmente invitiamo chiunque leggerà questi articoli a venire a trovarci e a sentire cosa bolle in pentola».

Alcune immagini del corto Metal Gear Solid: Philanthropy:

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