Piccole donne, intervista a Greta Gerwig: «Vi racconto la mia Jo March»
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Piccole donne, intervista a Greta Gerwig: «Vi racconto la mia Jo March»

La regista di Lady Bird riporta sul grande schermo Piccole donne. Per la Gerwig è l'occasione di raccontare uno dei personaggi che ha amato fin da bambina, attraverso una storia di emancipazione e di complicità al femminile che rimane, a distanza di un secolo, di grande attualità

Piccole donne, intervista a Greta Gerwig: «Vi racconto la mia Jo March»

La regista di Lady Bird riporta sul grande schermo Piccole donne. Per la Gerwig è l'occasione di raccontare uno dei personaggi che ha amato fin da bambina, attraverso una storia di emancipazione e di complicità al femminile che rimane, a distanza di un secolo, di grande attualità

Greta Gerwig è di sicuro tra le figure femminili più influenti di Hollywood. Arrivata sotto i riflettori grazie al suo Lady Bird, è da subito entrata tre le pochissime autrici nominate all’Oscar. A due anni di distanza arriva il grande salto: dal cinema indie alla produzione ad alto budget, con la responsabilità di riportare al cinema uno dei grandi classici della letteratura, ovvero il romanzo di Louisa May Alcott Piccole donne. Un cast di star, tra cui spiccano Emma Watson, Timothée Chalamet, Laura Dern, Meryl Streep e di cui fa parte, nel ruolo della protagonista, anche Saoirse Ronan, che la Gerwig aveva già scelto per la sua Lady Bird.

La storia di Piccole donne vanta già una lunga tradizione sul grande schermo. La prima risale al 1933, per la regia di George Cukor con Katharine Hepburn, del 1949 è invece il riadattamento di Mervyn LeRoy con Jen Allyson, per poi arrivare al 1994 con il film di Gillian Armstrong che vedeva Winona Ryder nel ruolo di Jo. Ma la versione scritta e diretta dalla Gerwig sarà una rivisitazione più particolare e personale, perché, attraverso il personaggio di Jo March, andrà anche a esplorare la vita e l’esistenza dell’autrice del romanzo, raccontando di come si trasformò, per l’epoca in cui viveva, in un grande esempio di emancipazione grazie al suo percorso per affermarsi come scrittrice. Un percorso, quello di Louisa May Alcott, che ha ispirato fin da bambina la stessa Greta Gerwig, come ci racconta nell’intervista qui di seguito.

Che cosa ti ha spinto a scrivere e a dirigere questa nuova versione di Piccole donne?

«Quello che ho trovato affascinante nel riproporre questo film in questo momento è che ho amato per tutta la vita la storia di Jo March: è sempre stato il mio romanzo preferito, era il libro che mia madre mi leggeva sempre prima di farmi addormentare. È stato il racconto che mi ha fatto realizzare che sarei potuta diventare una scrittrice, perché appunto il personaggio di Jo era così ambizioso, era capace di sognare cose grandiose, al di là di tutti i limiti che poteva avere intorno. Sono stata molto fortunata quando Amy Pascal e Sony mi hanno voluta per portare al cinema questa enorme produzione, oltre al fatto che mi hanno permesso di lavorare con un cast stellare e di realizzare qualcosa di veramente grandioso, di raccontare un viaggio incredibile. Questa storia è stata sempre dentro di me, ma ovviamente raccontarla sul grande schermo ha richiesto uno step successivo, sia come regista sia come sceneggiatrice».

Continua a leggere l’intervista a Greta Gerwig sul numero di gennaio di Best Movie in edicola dal 2 gennaio.

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