L’intervista completa è pubblicata du Best Movie di dicembre

Più che James Bond, sembra il gentiluomo di un film di James Ivory. Parla sottovoce, Pierce Brosnan, sempre sul punto di sorridere, e accetta tutte le domande, anche quelle più personali, senza mai sembrare insofferente. Il tempo gli cresce addosso con gentilezza: più che ingrigirlo lo fa biondo, come spesso accade agli irlandesi. A Venezia per presentare Love is All You Need – la commedia romantica di Susanne Bier in cui interpreta un vedovo che si innamora di una donna che sta lottando contro un tumore al seno – Brosnan si dilunga volentieri a raccontare i molti piaceri dell’aver girato il film in Italia: «Sorrento è magica, pura poesia. È un ricordo che mi porterò dietro a lungo. Il vostro paese mi ha sempre affascinato, mi mette a mio agio».
C’è qualcosa in particolare per cui sente affinità?
«C’è molto in comune tra l’essere italiani e irlandesi: la religione, il folklore, il cibo, il bere, la passionalità. E il piacere di raccontare storie».

Lei sembra una persona molto romantica, ma anche molto malinconica.
«Il romanticismo fa girare il mondo, ispira gli artisti, e in quanto attore è molto importante avere questo senso dell’amore: per le donne, per le relazioni umane, per il buon cibo. La malinconia è invece un tratto distintivo della cultura irlandese, ci permette di scrivere delle splendide canzoni e grandi opere teatrali».

C’è un certo parallelismo tra la sua vita e il personaggio che interpreta nel film: anche lei ha perso sua moglie vent’anni fa.
«È vero. Quando accadde mi ritrovai allo sbando: volevo mollare la carriera e trasferirmi con mio figlio in qualche paese lontano da tutto. Passavo da una storia all’altra. Poi durante le riprese di un film in Messico ho conosciuto questa donna; all’inizio sembrava una seccatura, e invece… Mi ha rimesso in sesto, l’ho sposata e ora stiamo insieme da 17 anni».

Ha contribuito anche alla decisione di interpretare James Bond?
«Assolutamente sì. Lei lo chiamava “tradimento autorizzato”, per via di tutte le donne che c’erano sul set».

La sua esperienza personale l’ha aiutata per il ruolo?
«Usare sé stessi e i propri ricordi penso sia una cosa positiva. L’alchimia di ciò che hai vissuto diventa un modo per portare qualcosa di gioioso al pubblico».  […]

(Foto Getty Images)

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