Era ormai sera, quando la bara contenente la salma di Pietro Taricone è giunta al cimitero di Trasacco (AQ), portata a spalla dagli amici di Pietro e accolta dai tantissimi che sono giunti a salutarlo un’ultima volta. Tra loro, l’anziana nonna. C’erano anche i genitori, mancava soltanto la compagna, l’attrice Kasia Smutniak.

«Non mi aspettavo tutto questo amore da parte di tanta gente. So che Pietro lo sta sentendo». Così Kasia racconta all’ANSA il suo dolore. «Era una persona speciale, unica, era molto sensibile. Io sono stata la più fortunata perché l’ho avuto per otto anni tutto per me», ha aggiunto.

Niente autopsia: la decisione e’ stata presa dal sostituto procuratore Elisabetta Massini dopo l’incontro con gli investigatori della polizia di Terni che stanno conducendo le indagini: «Per noi e’ tutto chiaro», si e’ limitata a dire all’ANSA. Sembra sempre più verosimile, insomma, la primissima tra le ipotesi relative alla causa dell’incidente con il paracadute: una manovra errata nelle ultime fasi di atterraggio.

Già celebrati i riti funebri, in forma privata, nella cappella dell’Ospedale di Terni, dove i medici avevano tentato di tutto pur di salvarlo con un’operazione durata ben nove ore. Ma le gravissime lesioni interne hanno avuto la meglio, l’attore non ce l’ha fatta e adesso il corpo di Pietro, “o guerriero”, dopo aver lottato, questa volta invano, riposerà nel piccolo comune di Trasacco, paese natale dei suoi genitori, al quale è sempre stato molto legato.

Pochissimi i presenti alle esequie: i parenti più stretti, gli amici più cari e, tra i personaggi del mondo dello spettacolo, il produttore Domenico Procacci e l’attore Rolando Ravello, che ha commentato così la decisione dei genitori di una cerimonia funebre tra pochi intimi: «Tutto il mondo dello spettacolo si è stretto intorno a Pietro in questi due giorni, ma oggi è stato rispettato il volere dei familiari di una cerimonia senza clamori».

Tra gli amici, i conoscenti, i tanti che, invece, hanno voluto rendergli un ultimo saluto al Cimitero di Trasacco, anche Roberto Saviano, che ricorda l’antico compagno di scuola con queste parole: «Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Pietro Taricone. Abbiamo frequentato a Caserta la stesso liceo […] Lo ricordo quando eravamo adolescenti, lui era rappresentante di istituto, un ragazzo carismatico, solare e un po’ guascone. Nella Caserta di quegli anni la sua ribalta sconvolse tutti, si sentì aggredito da tanto successo, una luce che la nostra terra non è abituata a ricevere. E lui sulla soglia del circo mediatico, seppe prendersi il suo tempo, scegliere il suo percorso, approfittare dell’opportunità avuta per studiare e migliorarsi. Non farsi ferire dalla bile o dalle accuse per il successo che in certe parti d’Italia è la colpa peggiore. Amava volare, “perché il cielo non tradisce” come ogni paracadutista sa. A tradirlo è stato l’atterraggio, è stata la terra […]. Addio Pietro, addio guerriero». (Foto Kikapress)



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