500 milioni di euro: è questo l’impatto della pirateria sul mercato italiano dell’audiovisivo. È quanto emerge dall’indagine Ipsos sullo scenario 2011 della pirateria audiovisiva in Italia, presentata stamattina presso la Casa del Cinema di Roma. Organizzato da Fapav (Federazione Anti – Pirateria Audiovisiva), l’incontro ha visto Fabrizio Del Noce in veste di moderatore. Dapprima è intervenuto Filippo Roviglioni (presidente Fapav) che ha sottolineato, tra le altre cose, la forte incidenza in termini di evasione fiscale del fenomeno in Italia. È seguito Stefano Mannoni di Agcom (Commissione per le infrastrutture e le reti) che, riguardo al provvedimento Agcom antipirateria in discussione in questi giorni, ha evidenziato come la caratteristica di enforcement amministrativo sia il suo maggiore punto di forza. Il presidente Ipsos Nando Pagnoncelli ha poi presentato la ricerca (la metodologia d rilevazione ha previsto interviste domiciliari su un campione nazionale rappresentativo per area, sesso, età e ampiezza del centro di residenza), secondo cui l’impatto economico della pirateria è stimato attorno ai 500 milioni di euro persi tra i canali legali.
Il maggior danno economico è stato subito dal noleggio (130 mln di euro); complessivamente il numero delle fruizioni perse è di oltre 103 mln (50 mln a causa della pirateria digitale). La perdita per la vendita home video è stata invece di 150 mln, mentre per il cinema il valore supera di poco i 100 mln. Secondo lo studio l’incidenza della pirateria è cresciuta del 5% rispetto alla precedente ricerca (presentata nel 2009): nello specifico la pirateria digitale è aumentata del 3%, così come quella fisica, mentre la pirateria indiretta (visione di copie illegali in prestito da parenti e amici) è cresciuta del 5%. Il 37% del campione intervistato ha fruito di copie pirata di contenuti audiovisivi nel corso dell’ultimo anno: la stima è di 384 mln di atti di pirateria commessi nel periodo considerato, con una crescita di circa 130 mln rispetto alla rilevazione precedente. Risulta invece in costante aumento la percezione del reato: il 75% dei pirati è consapevole di commetterlo (+9% rispetto alla precedente ricerca). Per quanto riguarda il profilo dei pirati la percentuale più alta si concentra nella fascia d’età 15-34 anni e nello specifico la pirateria digitale è più sviluppata tra i giovani e i giovanissimi, nel Nord Italia e tra diplomati e laureati. In conclusione ha preso la parola il presidente Alpa (Association de lutte contre la piraterie audiovisuelle) Nicolas Seydoux che ha fornito delucidazioni sul funzionamento dell’Hadopi (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’Internet, istituzione francese che si occupa dell’applicazione dell’omonima legge introdotta nel 2009 d in vigore dal 2010 dedicata al diritto d’autore) e sulla sua capacità di dissuasione: secondo uno studio l’85% dei pirati modifica il proprio comportamento alla ricezione degli avvisi. Al termine dei lavori l’intervento di Luciana Migliavacca (vice presidente Univideo e a.d. Medusa Video) ha lamentato la scarsa partecipazione di artisti e attori che nel portare avanti la lotta a questo fenomeno potrebbero proficuamente sfruttare la loro forza mediatica.
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