Ieri si è tenuta a Londra la premiere mondiale di Thor: The Dark World, sequel del Thor di Kenneth Branagh, diretto questa volta dal regista tv di lungo corso (dai Sopranos al Trono di spade) Alan Taylor. E puntuali sono comparse in Rete le prime recensioni del cinecomic, che come sempre vede protagonisti i “gemelli diversi” Thor e Loki (Chris Hemsworth e Tom Hiddleston) e un villain nuovo di zecca, il Malekith di Christopher Eccleston. Recensioni che, pur con le ovvie varianti del caso (chi dice che Thor è la vera star, chi invece punta più su Loki), concordano sul giudizio generale: Thor: The Dark World è più divertente, più epico e meglio realizzato di Thor, del quale però manca la freschezza delle soluzioni e la scintilla dettata dal primo amore – scegliete voi per quale dei due fratelli.

Qui sotto trovate, comodamente tradotta per voi, la nostra Franken-recensione del film, costruita assemblando i giudizi che sono comparsi in Rete, per darvi un’idea di cosa pensano i critici dei principali siti di settore che hanno assistito all’anteprima londinese ieri sera. Per ogni “frammento” è segnalata la fonte da cui è tratto, e dove possibile il voto dato al film dalla testata.

I fan delle scene post-credit possono esultare: Thor: The Dark World ne vanta ben due, una delle quali talmente in fondo ai credits che lascia il tempo per una pausa pipì. Ma a dirla tutta non vi consigliamo di aspettare il finale per entrare in sala: anche se vi interessano solo i camei, nel film troverete un’ora e quaranta di gente che parla o si picchia, e la vostra ricompensa finale sarà un film eccitante e spesso divertente, il modo migliore insieme ad Iron Man 3 e Avengers per ricordarvi che oggi come oggi nessuno fa blockbuster come la Marvel.
(Empire, 4/5)

Kenneth Branagh aveva faticato a tratteggiare il mondo del primo Thor, ma Taylor ha dalla sua parte la familiarità dell’audience con Asgard. Il film di Branagh ingranava il ritmo giusto troppo tardi e non esplorava mai a fondo il rapporto tra Thor e Loki – problema risolto con gli Avengers. Questo significa che Thor: The Dark World può entrare in campo con dalla sua personaggi carismatici e già pienamente definiti. Quello di Thor è un mondo definito dal contrasto tra il dio del tuono, l’eroe definitivo, e Loki, il villain malefico. Unite questo a una grande quantità di azione di livello-Avengers, humour da smascellarsi ed easter ego dell’universo Marvel e otterrete uno dei migliori film della Casa delle Idee.
(/Film, 7,5/10)

La sequenza d’apertura spiega la storia degli Elfi Oscuri, cattivoni con il naso adunco e le orecchie a punta che vengono da Alfheim ; una storia che risale all’inizio dei tempi e che li fece venire in possesso di una sostanza nerastra e gassosa chiamata Aether, che altro non è se non un’arma di distruzione di massa. Gli Elfi Oscuri, però, vennero sconfitti dal nonno di Thor, ma non eliminati dalla circolazione. Dopodiché, la storia riprende da dove gli Avengers finivano, con Loki in manette ad Asgard […]. La sua prigione dalle pareti di vetro assomiglia pericolosamente a quella di altri villain di film recenti, da X-Men a Skyfall; qui Loki legge libri e fa lunghe chiacchierate cuore a cuore con la madre adottiva Frigga (Rene Russo).
(Hollywood Reporter)

L’uso di parole come “Aether” ed “Elfi Oscuri” fa capire che Thor: The Dark World si tuffa ancora più a fondo del suo predecessore nel reame della hard fantasy, e non si poteva trovare un regista più adatto al compito di Alan Taylor.
(IndieWire, C)

Grazie all’esperienza maturata con Il trono di spade, Taylor dirige in modo molto fisico e realistico, lontano dal patinato e colorato capitolo di Branagh. Le sequenze di battaglie che aprono il film […] ricordano quelle della Compagnia dell’anello, combinando spettacolo visivo e coreografie esperte.
(Digital Spy, 4/5)

Diversamente da molti altri supereroi che vanno per la maggiore, Thor non ha lo stesso sense of humour o capacità di mettersi in discussione, ma Hemsworth riesce a trasformare questo titano mascellone molto old schola in un personaggio con cui identificarsi. Sia quando si ricongiunge con Jane […] sia quando svolazza tra gli edifici di Londra, Thor sa sempre come catturare l’attenzione. Jane è abbastanza sveglia da essere parte integrante della trama e non solo La Ragazza […]. Compare anche Chris O’Dowd in un paio di scene esilaranti, riuscendo tra l’altro a non rovinare il tono epico del film.
(The Wrap)

Loki è un’entità che i fan Marvel conoscono bene, ma raramente lo si è visto in forma come in questo film – sconfitto, amaro, sarcastico, assolutamente indifferente al suo destino o all’imminente distruzione di Asgard.
(Variety)

Ci si diverte troppo nel Mondo Oscuro per notare [i difetti del film]; la sceneggiatura, cui anche Joss Whedon ha messo mano, è molto divertente […] anche se ogni tanto è piazzato nei momenti sbagliati, quelli di vera oscurità e vera tristezza. […] Di fronte a una durata di appena 112 minuti, è impossibile non pensare che siano stati fatti tagli brutali in fase di editing. Ma nonostante questa sua occasionale schizofrenia di toni, Thor: The Dark World è il modo migliore per proseguire la Fase Due della Marvel: uno spettacolo immensamente divertente e scritto con perizia, che combina cuore, spettacolo e una certa leggerezza nei toni.
(Digital Spy)

Fonti: Empire/FilmHollywood ReporterIndieWireDigital SpyThe WrapVariety

Scopri tutto su Thor: The Dark World nel numero di ottobre di Best Movie, attualmente in edicola:

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA