«I fumetti? Roba da ragazzini». Quante volte, mentre invece di leggere impegnatissimi saggi di economia politica tuffavate il naso tra le pagine di un albo Marvel, siete stati costretti a sorbirvi questa frase? E poi: il fantasy che è tutto magia e niente contenuti, la fantascienza con le solite astronavi e i soliti alieni, l’horror che non fa paura a nessuno… con i luoghi comuni sulle proprie passioni i nerd hanno dovuto convivere per anni. Anni in cui sembrava che il cinema si fosse dimenticato di quanto potesse emozionare un viaggio nello spazio profondo, o l’eroica difesa di un castello dall’assalto delle forze oscure. Anni in cui, per dirla con Roy Batty, i nerd «ne hanno viste di cose che voi umani non potete immaginare». E che ora (e finalmente, aggiungiamo) anche il resto del mondo può cominciare a godersi. Sì, perché se dovessimo descrivere la Hollywood di oggi, il modo migliore sarebbe citare il titolo di un film: La rivincita dei nerd. Dopo Il signore degli anelli niente è stato più lo stesso, e anche i più insospettabili conoscono a memoria gli intrighi e gli inganni delle casate del Trono di spade, sanno come tenere a distanza uno zombie, sognano di volare su un pianeta lontano abitato da umanoidi blu. E se nel 2012 arriverà davvero la fine del mondo, potete stare certi che qualche geek troverà il modo di rimandarla: con così tanti film in arrivo non vale davvero la pena farsi spazzare via dall’Apocalisse.

UN VIAGGIO (TUTT’ALTRO CHE) INASPETTATO
È cominciato tutto con Peter Jackson, si diceva: e allora proprio da qui ripartiamo. Perché definire il suo prossimo film, Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, «uno dei più attesi dell’anno» è quasi un understatement. Ambientato prima delle vicende della Trilogia dell’anello – ma non chiamatelo prequel, visto che il romanzo è stato scritto vent’anni prima del Signore degli anelli –, arriverà sugli schermi di tutto il mondo il prossimo 14 dicembre. Chi ha letto il libro sa già cosa aspettarsi, chi si è affezionato a Frodo, Sam e Aragorn, invece, si metta il cuore in pace: qui il protagonista è Bilbo Baggins, cugino/zio (le parentele hobbit sono complesse) di Frodo, e la vicenda è più contenuta, quasi “domestica”. C’è un drago da sconfiggere, un tesoro da riconquistare, tredici nani da aiutare. Ci sono volti nuovi da cui farsi conquistare, a partire da quello di Bilbo alias Martin Freeman, visto in Guida galattica per autostoppisti e soprattutto nella strepitosa serie tv Sherlock. Riassunto: ci sono tutti gli ingredienti per replicare il successo del Signore degli anelli e far respirare nuovamente a milioni di spettatori i profumi della Contea, e il tanfo del sangue nero di un orchetto. Unico lato negativo? Dover aspettare dicembre 2013 per il secondo capitolo, Lo Hobbit – Andata e ritorno. Dopodiché, se vogliamo giocare a fare i pessimisti, l’arrivo di Lo Hobbit ha anche un’altra controindicazione: la quasi totale assenza di fantasy classica dalla prossima stagione cinematografica. Schiacciati tra la potenza di fuoco tolkieniana e il delirio collettivo provocato dalla serie tv Il trono di spade, produttori e sceneggiatori hanno preferito rivolgersi ad altri generi.
Fa eccezione Hossein Amini, che ha già scritto Drive e che ha deciso di fare squadra con l’esordiente Carl Rinsch e con Keanu Reeves per 47 Ronin, «versione stilizzata» della storia (vera) di 47 samurai del XVIII secolo che dedicarono la propria vita a una missione di vendetta. La vicenda sarà un po’ diversa da come la tradizione la racconta: «47 Ronin è ambientato in un mondo popolato da streghe e giganti, simile a quello del Signore degli anelli». E così, torniamo ancora una volta a Tolkien… […]

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