Negli ultimi vent’anni abbiamo assistito all’arrivo di una moltitudine di serie dedicate agli zombie, tuttavia, in un panorama ormai decisamente saturo, recentemente sono state ben poche le serie che sono riuscite a distinguersi e ad emergere. Tra queste vi è senza dubbio iZombie, produzione targata The CW ispirata all’omonimo fumetto DC/Vertigo, che ancora oggi merita di essere riscoperta da chi ama il genere horror… e non solo.
Protagonista della serie è Rose McIver, oggi nota soprattutto per Ghosts, nei panni di Liv Moore, una giovane tirocinante in medicina che, dopo essere stata graffiata da uno zombie, si ritrova essa stessa trasformata in una morta vivente. Per sopravvivere è costretta quindi a nutrirsi di cervelli all’obitorio dove lavora, risvolto che tuttavia si rivela presto molto più utile di quanto potesse aspettarsi.
Pur arrivando nel pieno della “zombie mania” degli anni 2010, iZombie è riuscita a ritagliarsi una propria identità grazie a un’idea semplice ma allo stesso tempobrillante. Rispetto al fumetto originale, infatti, la serie sceglie una strada completamente diversa, trasformandosi in un procedural poliziesco con il classico “caso della settimana”. Scelta che, sebbene inizialmente avesse fatto storcere il naso ai fan dell’opera originale, si è rivelata uno dei suoi maggiori punti di forza.
Il motivo è presto detto: ogni volta che Liv mangia il cervello di una vittima, non ne assorbe soltanto i ricordi, ma anche la personalità, le abitudini e i tratti caratteriali, mettendo le sue nuove “abilità” al servizio della polizia per risolvere gli omicidi. Un espediente narrativo che rende ogni caso imprevedibile e impedisce alla serie di diventare ripetitiva, nonostante la struttura ben rodata da tipica serie procedural
Con il passare delle stagioni, iZombie ha poi progressivamente ampliato il proprio universo narrativo, abbandonando in parte la formula del caso autoconclusivo per esplorare le conseguenze della diffusione del virus e l’evoluzione della società. Nonostante questo cambio di rotta, però, la serie ha sempre mantenuto Liv al centro del racconto e continuando a bilanciare indagini, ironia e momenti genuinamente horror.
Gran parte del merito va proprio a Rose McIver, protagonista di una prova attoriale sorprendente. Costretta a reinventare il personaggio praticamente a ogni episodio, l’attrice passa con disinvoltura da una nerd appassionata di fumetti a una mente criminale, da un’artista eccentrica a un detective inflessibile, offrendo ogni volta una versione diversa di Liv senza mai perdere la coerenza del personaggio.
Insomma, iZombie è una serie dotata di molte, diverse sfaccettature che hanno contribuito a proiettarla tra le serie più originali degli anni 2010, seppur ampiamente sottovalutata. Divertente, intelligente e capace di alternare leggerezza e spaventi quando serve, è senza dubbio una serie che meriterebbe di avere una seconda possibilità.
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