È una delle saghe horror più divertenti degli ultimi anni, quella di Final Destination, che ha coinvolto milioni di spettatori in tutto il mondo: merito dei modi ingegnosamente cruenti (e spesso splatter) con cui i protagonisti vanno incontro a morte certa. Il plot è sempre lo stesso: c’è un giovane che ha una specie di visione, e sventa una catastrofe sul punto di avverarsi salvando se stesso e altri amici; e poi c’è la Morte (o il destino), che non ci sta e reclama il suo bottino di vite umane, palesandosi dietro oggetti quotidiani e situazioni “paurosamente” di tutti i giorni. Tutto per la gioia dei fan, che avranno di che spaventarsi anche nel nuovo The Final Destination (dal 22 gennaio 2010 nella sale italiane, distribuito da Warner), quarto capitolo della saga (ma non ci sono legami tra gli episodi): il poster, con quel volto a metà tra la faccia e il teschio e lo strillo “Rest in Pieces”, promette il consueto, macabro divertimento accresciuto dalle riprese in 3D, che renderanno ancora più dinamiche (e verosimili) le uccisioni dei poveri malcapitati, colpevoli di essere scampati – grazie alla preveggenza di Nick O’Bannon – ad un pauroso incidente durante una gara automobilistica. Clicca sull’immagine per visualizzarla ad alta definizione.

Ga.Ba.

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