Si è svolto venerdì 9 maggio nella prestigiosa cornice della Terrazza Martini a Milano l’evento di presentazione di Mojito – L’;altra luce del cinema, cortometraggio sperimentale finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ideato e diretto dal regista milanese Stefano Bruno e prodotto da 360degreesfilm. Pensato per essere fruito, senza l’utilizzo di un audio commento, sia da un pubblico normodotato che da un pubblico non vedente. «Mojito», ha spiegato il regista, «è il frutto di anni di ricerche nel campo degli handicap visivi effettuate in collaborazione con i migliori centri di ricerca Italiani» ed è stato realizzato con il patrocinio della Venice Film Commission, della Lombardia Film Commission e della Business School del Sole 24 Ore. Partner ufficiale del progetto è stata cbm Italia Onlus, associazione internazionale protagonista di molteplici progetti di prevenzione e cura di cecità, patologie visive e altre disabilità nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS). Alla presentazione di venerdì, oltre al cast, al regista e al produttore, erano presenti Giusy Laganà, Responsabile Comunicazione e raccolta fondi cbm Italia e Fulvio Moneta, Direttore della Lombardia Film Commission. «Per realizzare l’opera», ha proseguito Bruno, «sono state utilizzate una serie di accortezze tecniche e un accurato lavoro sull’audio». Un progetto questo, che unisce alla tecnica una particolare logica narrativa e contenutistica: protagonisti sono infatti due ragazzi affetti da diverse forme di disturbi visivi. La scelta del titolo non è casuale come spiega il regista: Sviluppato “ingrediente per ingrediente” «Mojito è parte di una trilogia di corti che prendono nome dagli aperitivi», ha raccontato durante la conferenza stampa Stefano Bruno. «Abbiamo iniziato nel 1997 con Caipiroska alla fragola, che trattava il tema della prevenzione dell’HIV e cinque anni fa è nata l’idea di Mojito, ancora una volta su un tema sociale. Una volta pronto anche il terzo corto, che sto ancora valutando, pubblicheremo un cofanetto con le tre opere, da 20 minuti ciascuna, che si chiamerà Happy Hour».
Per ascoltare le interviste al regista Stefano Bruno e al protagonista Igor Horvart cliccate sotto.

Al.Za.

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