Prima che diventasse una moda, questo film sci-fi ha raccontato il multiverso come nessun altro ha osato fare
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Prima che diventasse una moda, questo film sci-fi ha raccontato il multiverso come nessun altro ha osato fare

Continua a essere riscoperto come una delle più originali e profonde esplorazioni cinematografiche delle realtà alternative

Prima che diventasse una moda, questo film sci-fi ha raccontato il multiverso come nessun altro ha osato fare

Continua a essere riscoperto come una delle più originali e profonde esplorazioni cinematografiche delle realtà alternative

Frame dal film sci-fi Mr. Nobody

Oggi il multiverso è ovunque: dai cinecomic Marvel alle grandi produzioni hollywoodiane, sembra che ogni franchise cerchi di reinventarsi attraverso universi paralleli e linee temporali alternative. Ma ben prima che questa tendenza diventasse dominante, il regista belga Jaco Van Dormael aveva già firmato un’opera visionaria capace di affrontare l’argomento con profondità e sensibilità filosofica. Uscito nel 2009, Mr. Nobody non è solo un film di fantascienza, ma un viaggio esistenziale che riflette sul destino, sull’amore e sulle infinite possibilità che si aprono davanti a ogni scelta.

Il protagonista è Nemo Nobody, interpretato da Jared Leto, l’ultimo uomo mortale in un futuro in cui l’umanità ha raggiunto l’immortalità. Intervistato da un giornalista, Nemo ripercorre la propria vita attraverso molteplici realtà parallele: cosa sarebbe successo se avesse scelto di vivere con la madre invece che con il padre dopo il divorzio? Se avesse amato una donna piuttosto che un’altra? Se fosse morto giovane, o addirittura non fosse mai nato? Ogni decisione genera una linea temporale diversa, tutte ugualmente reali, tutte ugualmente valide.

Quello che distingue Mr. Nobody da tanti altri racconti sul multiverso è il suo rifiuto di stabilire una “timeline corretta”. Non esiste un universo migliore degli altri, né una scelta più giusta. Ogni possibilità è legittima, e il film esplora le gioie e i dolori di ciascuna alternativa con la stessa intensità. In questo modo, Van Dormael evita di trasformare il multiverso in un semplice espediente narrativo spettacolare e lo trasforma in una meditazione poetica sulla condizione umana.

C’è anche un elemento inquietante: conoscere in anticipo cosa accade in ogni linea temporale non porta sollievo, ma paura. Per Nemo, l’incertezza diventa più rassicurante della conoscenza, perché gli permette di credere ancora nella possibilità che le cose vadano diversamente. È un concetto che anticipa riflessioni ritrovate in opere recenti come Everything Everywhere All at Once, ma con un tono più malinconico, intimo e riflessivo.

Con un cast che comprende anche Diane Kruger, Sarah Polley e Linh-Dan Pham, Mr. Nobody è un film che ha saputo coniugare ambizione visiva e intensità emotiva. A distanza di anni dalla sua uscita, continua a essere riscoperto come una delle più originali e profonde esplorazioni cinematografiche del multiverso, capace di distinguersi nettamente in un panorama oggi saturo di storie simili.

Fonte: Collider

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