L’attesa per il ritorno di Euphoria sta per finire: la serie HBO che ha ridato nuovo slancio al teen drama, spingendolo verso territori più cupi, crudi e senza filtri, tornerà con la terza stagione tra pochi mesi. Dopo aver trasformato l’adolescenza televisiva in un vortice di eccessi, fragilità e identità in costruzione, lo show con Zendaya, Sydney Sweeney e Jacob Elordi ha alzato l’asticella per tutto il genere, diventando un riferimento inevitabile. Ma se l’idea è arrivare pronti al prossimo capitolo, c’è un titolo che merita di essere riscoperto e che, per temi e sensibilità, sembra quasi un “antenato spirituale” di Euphoria: un controverso teen drama britannico partito nel 2007 e ancora oggi sorprendentemente attuale.
Parliamo di Skins (nella sua versione UK), una serie che, con largo anticipo sui tempi, ha raccontato il caos emotivo e la ribellione di un gruppo di liceali senza edulcorare nulla e senza la preoccupazione di risultare “comoda”. Proprio come Euphoria, Skins si muove tra esperienze estreme e quotidianità, affrontando argomenti maturi e mostrando personaggi spesso contraddittori, impulsivi, vulnerabili. È questo impatto, più che la semplice superficie “scandalosa”, ad averla resa tanto discussa quanto importante: la controversia non è fine a se stessa, ma parte di un racconto che prova a guardare l’adolescenza negli occhi, con tutte le sue crepe.
Un altro punto di contatto forte con Euphoria è l’effetto “fucina di talenti”. Se la serie americana ha contribuito a consolidare la fama di Zendaya e a lanciare volti come Jacob Elordi e Sydney Sweeney, Skins (UK) ha avuto un ruolo simile nel panorama britannico, facendo emergere e valorizzando attori destinati a diventare nomi di peso. Nel cast figurano infatti Nicholas Hoult, Dev Patel, Daniel Kaluuya, Hannah Murray e Joe Dempsie, con questi ultimi due che in seguito hanno ricoperto ruoli importanti in Game of Thrones. È anche per questo che recuperarla oggi ha un sapore particolare: oltre alla storia, c’è il piacere di vedere all’opera interpreti che, all’epoca, erano ancora agli inizi.
Skins è andata avanti per sette stagioni e 61 episodi, dal 2007 al 2013, costruendo la propria identità anche attraverso un ricambio strutturale del gruppo di protagonisti. Le prime due stagioni seguono il cast principale “iniziale”, prima di introdurre nuovi personaggi a partire dalla terza. Alcuni volti non tornano dopo i primi due anni, altri invece riappaiono nel corso dell’intera serie, mantenendo un filo emotivo che accompagna l’evoluzione dello show. Proprio questa prima “generazione”, in particolare le stagioni 1 e 2, viene spesso considerata la parte più riuscita: non solo per la scrittura, ma anche per quanto velocemente riesce a farci entrare nelle dinamiche del gruppo, agganciando lo spettatore fin dal primo episodio.
Da chiarire anche un dettaglio utile: esiste una versione statunitense di Skins, uscita nel 2011, ma è durata una sola stagione ed è stata cancellata dopo un’accoglienza critica negativa. Se l’obiettivo è trovare un compagno di visione credibile per Euphoria, il consiglio è puntare direttamente sulla serie britannica. E se state calcolando tempi e maratone, la tabella di marcia è semplice: la terza stagione di Euphoria debutterà ad aprile 2026 e i nuovi episodi arriveranno ogni domenica fino al finale previsto per il 31 maggio.
Skins è una di quelle visioni che funzionano sia come “preparazione” sia come riscoperta autonoma: una serie che mescola con naturalezza commedia, romance e dramma e che, ancora oggi, ricorda quanto il teen drama possa essere spietato, intelligente e sorprendentemente sofisticato.
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