Negli ultimi anni, Prime Video ha portato al pubblico alcuni dei film e delle serie Tv sci-fi più ambiziosi e originali, che, sulla scia di un nuovo filone di riflessione aperto da Black Mirror, ci hanno fatto riflettere in particolare sulle conseguenze della tecnologia e della fiducia cieca nel progresso. Un ottimo esempio appartenente a questo filone è sicuramente Upload, andata in onda dal 2020 al 2025 per un totale di quattro stagioni.
Creata da Greg Daniels, questa commedia fantascientifica riesce perfettamente a centrare un obiettivo che molte serie high concept non hanno saputo raggiungere: partire da un’idea molto particolare e trasformarla in una storia che coinvolge davvero il pubblico, anche dal punto di vista emozionale. La storia è ambientata nel 2033, in un futuro immaginario in cui gli esseri umani, al momento della morte, possono trasferire la propria coscienza tramite un semplice upload in un vero e proprio aldilà digitale. Ma questa idea non è tutta rose e fiori come sembra. L’aldilà, infatti, è gestito come un vero e proprio servizio ad abbonamento, con pubblicità, transazioni e pacchetti premium: al momento della sottoscrizione, l’utente sceglie il pacchetto che può permettersi economicamente, e in base alla scelta otterrà diversi benefit nella sua vita virtuale. Il protagonista è Nathan Brown, un programmatore che muore ad appena 27 anni a causa di un incidente e si ritrova nella realtà lussuosa di Lakeview, pagata dalla sua ricca fidanzata Ingrid. Qui conosce Nora, un’assistente che lavora per il servizio di upload ed è incaricata di aiutarlo ad ambientarsi e risolvere i suoi problemi. Mentre i due iniziano a stringere un legame, il protagonista inizia a intuire che la sua morte potrebbe non essere stata esattamente un incidente.
Questo Prime Video Original ha una premessa in stile Black Mirror, ma non lasciatevi ingannare: non si tratta affatto di fantascienza distopica. Upload è infatti un interessante mix di sci-fi, commedia, mystery e romance, in cui il mistero sulla scomparsa del protagonista convive con una satira del capitalismo e una critica all’ossessione per il digitale. Invece di limitarsi a ripetere la gag iniziale, la serie usa utilizza l’idea geniale dell’“aldilà virtuale” per esplorare i vantaggi e i paradossi di un mondo in cui persino la morte è regolata da abbonamenti, sottoscrizioni e pubblicità, riuscendo così a parlare di temi importanti come il controllo delle grandi aziende, le disuguaglianze economiche, la dipendenza dalla tecnologia, il lutto e persino l’identità personale. Il vero punto di forza, però, restano i personaggi, e in particolare il rapporto tra i due protagonisti Nathan e Nora. Laddove la serie avrebbe rischiato di virare troppo sullo sci-fi oppure sulla satira, sono proprio i protagonisti a mantenerla ancorata alla realtà, dando alla storia un cuore emotivo. Il concept è sicuramente stravagante e originale, ma il successo di Upload deriva piuttosto da uno sviluppo solido, da personaggi convincenti e da temi attuali. Arrivati all’ultimo episodio, non si potrà non restare commossi.
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