Questa battuta di Iron Man aveva previsto il destino del MCU 18 anni fa (e nessuno se n'era accorto)
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Questa battuta di Iron Man aveva previsto il destino del MCU 18 anni fa (e nessuno se n’era accorto)

Prima di diventare un impero cinematografico, Marvel Studios dovette scommettere sui personaggi che Hollywood aveva sottovalutato. Una scena del film del 2008 sembra aver anticipato tutto

Questa battuta di Iron Man aveva previsto il destino del MCU 18 anni fa (e nessuno se n’era accorto)

Prima di diventare un impero cinematografico, Marvel Studios dovette scommettere sui personaggi che Hollywood aveva sottovalutato. Una scena del film del 2008 sembra aver anticipato tutto

Robert Downey Jr. come Iron Man

A 18 anni dall’uscita di Iron Man, è difficile ricordare un’epoca in cui il Marvel Cinematic Universe non fosse una delle realtà più importanti dell’industria cinematografica. Eppure, nel 2008, quello che oggi conosciamo come MCU era poco più di un esperimento nato da una situazione tutt’altro che favorevole. E, curiosamente, una delle battute più memorabili del primo film con Robert Downey Jr. avrebbe finito per descrivere alla perfezione proprio le origini dell’intero universo condiviso.

Prima di diventare uno studio cinematografico autonomo, Marvel aveva infatti ceduto a diverse major i diritti cinematografici di molti dei suoi personaggi più importanti. Fox controllava, tra gli altri, gli X-Men e i Fantastici Quattro, mentre Sony aveva Spider-Man e i personaggi legati al suo universo. Universal era invece coinvolta con Hulk. La situazione era arrivata a un punto quasi paradossale già nel 1998. Quando Marvel vendette a Sony i diritti di Spider-Man, avrebbe offerto allo studio anche quelli di quasi tutti gli altri personaggi ancora disponibili per appena 25 milioni di dollari. Sony rifiutò: all’epoca, gran parte di quei supereroi non veniva considerata sufficientemente interessante per il grande schermo.

Negli anni successivi, Marvel iniziò a stancarsi di dipendere dalle decisioni degli altri studios. Tempi di produzione e date d’uscita erano fuori dal suo controllo e questo rendeva difficile costruire una strategia coordinata intorno ai propri personaggi. Da qui nacque l’idea di creare uno studio cinematografico interno. Il problema era evidente: molti dei supereroi più popolari non erano più a disposizione della compagnia. Marvel doveva quindi costruire il proprio futuro cinematografico utilizzando ciò che le era rimasto.

Ed è proprio qui che una celebre scena di Iron Man assume, a distanza di anni, un significato quasi profetico. Furioso perché i suoi scienziati non riescono a replicare l’armatura creata da Tony Stark, Obadiah Stane ricorda loro che Stark era riuscito a costruirla «in una caverna, con una scatola di rottami». In un certo senso, i Marvel Studios stavano facendo esattamente la stessa cosa: costruire un universo cinematografico partendo dai personaggi che gli altri studios avevano lasciato indietro.

Quando nel 2005 furono annunciati i primi progetti del nuovo studio, tra i personaggi presi in considerazione figuravano Captain America, Nick Fury, Black Panther, Shang-Chi, Ant-Man, Doctor Strange, Hawkeye e gli Avengers. Kevin Feige ha raccontato che vennero valutati persino nomi decisamente meno conosciuti come Phantom Eagle e Clandestine. Anche Iron Man inizialmente non era nelle mani di Marvel, ma i suoi diritti tornarono alla compagnia nel 2005. Tony Stark divenne così il candidato ideale per inaugurare il nuovo progetto cinematografico. Dietro questa scelta, però, non c’era ancora il grande piano narrativo che oggi si potrebbe immaginare.

Secondo quanto ricostruito da Ben Fritz nel libro The Big Picture: The Fight for the Future of Movies, Marvel organizzò alcuni focus group mostrando a gruppi di bambini diversi supereroi, spiegandone poteri e armi. La domanda era molto semplice: con quale di questi personaggi avrebbero voluto giocare sotto forma di giocattolo? La risposta fu sorprendentemente netta: Iron Man. Il potenziale commerciale delle sue armature contribuì quindi a portare Tony Stark in cima alla lista dei personaggi sui quali puntare.

Iron Man e L’incredibile Hulk diventarono così i primi film ufficiali del MCU. Le profonde differenze di tono tra le due pellicole testimoniano quanto Marvel stesse ancora cercando di capire quale direzione seguire. Fu soprattutto il successo del film con Robert Downey Jr. a definire progressivamente la formula del nuovo universo, tra ironia, autoconsapevolezza e un mondo di supereroi inizialmente legato soprattutto alla tecnologia e alla scienza.

Il primo gruppo degli Avengers era formato da Iron Man, Captain America, Thor, Hulk, Hawkeye e Black Widow. Oggi sono icone della cultura pop, ma prima dell’esplosione del MCU molti di loro non avevano una popolarità cinematografica paragonabile a quella di Spider-Man o degli X-Men. Marvel riuscì quindi nell’impresa più difficile: trasformare quelli che Hollywood considerava personaggi di seconda fascia in alcuni dei supereroi più riconoscibili al mondo.

Persino l’acquisizione di Marvel da parte di Disney nel 2009 rappresentò una scommessa. Bob Iger ha ricordato nella sua autobiografia The Ride of a Lifetime come diversi asset fondamentali fossero ancora legati ad altri studios: Spider-Man era fuori dal controllo diretto di Marvel, Hulk era collegato a Universal, mentre X-Men e Fantastici Quattro appartenevano alla Fox. La scommessa, però, fu ampiamente ripagata: The Avengers superò 1,5 miliardi di dollari al box office mondiale, dimostrando definitivamente che il progetto poteva funzionare anche senza partire dai nomi più forti del catalogo Marvel.

Negli anni successivi la situazione si è progressivamente ribaltata. L’accordo tra Marvel e Sony ha permesso a Spider-Man di entrare nel MCU, mentre l’acquisizione della Fox da parte di Disney ha riportato sotto lo stesso tetto anche X-Men e Fantastici Quattro. A distanza di 18 anni, quindi, quella battuta di Obadiah Stane appare quasi come la metafora perfetta delle origini del Marvel Cinematic Universe. Marvel non aveva a disposizione i suoi pezzi più preziosi, ma riuscì comunque a costruire un impero partendo da ciò che Hollywood aveva sottovalutato. Proprio come Tony Stark nella sua caverna.

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Fonte: ComicBook

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