Negli ultimi tempi, Prime Video si è distinta soprattutto per le serie Tv di genere action (Reacher, Jack Ryan), fantasy (Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere) o romance (Off Campus). Hanno ricevuto meno risonanza, invece, i suoi progetti comedy, che pure comprendono diversi titoli di valore, tra cui una serie recente che potrebbe tranquillamente essere annoverata tra le migliori dell’anno.
Si tratta di Bait – Fuori parte, una comedy satirica arrivata su Prime Video a marzo 2026 e passata forse un po’ troppo in sordina a causa di altre uscite più chiacchierate, come Young Sherlock o la stagione finale di The Boys. Creata, scritta e interpretata dall’attore Riz Ahmed, è incentrata su Shah Latif, un uomo britannico con origini pakistane che sogna di interpretare il prossimo James Bond. Tuttavia, nei giorni che lo separano dal provino, Latif viene travolto da una serie di critiche e commenti negativi. Quello che avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio della sua carriera si trasforma quindi in un vortice di pressioni mediatiche, problemi familiari e persino una crisi esistenziale.
Da Austin Powers a Johnny English, il mondo del cinema ci ha regalato tantissime parodie di 007, ma Bait si differenzia da questi prodotti, scegliendo di non adottare un tono sciocco e demenziale, bensì di utilizzare un umorismo nero e surreale. Non aspettatevi grandi scene d’azione o parodie dei classici film di spionaggio: quello di James Bond, infatti, è soltanto un pretesto per parlare di identità, rappresentazione, razzismo e senso di appartenenza. La serie è comunque molto divertente, e alterna sapientemente i momenti esilaranti alle riflessioni profonde sull’identità del protagonista e sui meccanismi di selezione e di accesso alle opportunità ancora vigenti nel mondo di spettacolo o nella società in generale. Non una parodia di James Bond, dunque, ma una satira sul fenomeno culturale che circonda Bond e, più in generale, sul modo in cui l’industria e il pubblico decidono chi sia più “adatto” a diventare un simbolo e a incarnare un’icona come 007.
Nessuna pesantezza, però: i toni di questa serie, che con sei episodi e tre ore totali è una delle più concise di Prime Video, sono sempre leggeri e piacevoli. Bait riesce a parlare di temi importanti senza risultare didascalica, e lo fa affidandosi al punto di vista genuino del protagonista, che non pretende di scrivere un manifesto politico, ma soltanto di proporre al pubblico la semplice esperienza di vita di un giovane attore di origini pakistane (è chiaro che ci sia dell’autobiografico da parte di Ahmed, la cui interpretazione, peraltro, è stata lodata come uno dei maggiori punti di forza della serie).
Tra surrealismo e dark comedy, Bait offre spunti di riflessione interessanti e prospettive inedite che esplorano il prezzo della celebrità e il peso di portare addosso un’etichetta. Piacerà soprattutto a chi ha amato la commedia di Apple TV+ The Studio.
Fonte: ScreenRant
© RIPRODUZIONE RISERVATA