Negli ultimi anni il genere zombie ha conosciuto una nuova stagione d’oro, e non solo in Occidente. Se serie come The Walking Dead hanno definito l’immaginario per oltre un decennio, è dalla Corea del Sud che sono arrivate le visioni più originali e adrenaliniche. L’horror apocalittico, qui, ha preso forme imprevedibili e spesso visivamente straordinarie, come dimostrano film di culto come Train to Busan e il suo seguito Peninsula, o le serie All of Us Are Dead e Happiness, capaci di fondere dramma sociale, tensione e critica politica. In questo contesto si inserisce un titolo imprescindibile per ogni appassionato del genere: Kingdom.
Uscita su Netflix nel 2019, Kingdom è una serie che unisce lo zombie drama alla ricostruzione storica, ambientando l’epidemia durante la dinastia Joseon, tra fine ‘500 e inizio ‘600. Al centro della storia c’è il principe ereditario Lee Chang (interpretato da Ju Ji-hoon), che si trova coinvolto in una cospirazione di palazzo mentre una misteriosa epidemia trasforma i morti in creature fameliche. Nel tentativo di scoprire la verità sul padre malato e di salvare il regno, Lee Chang si troverà ad affrontare intrighi politici, carestie, e orde di non morti in un’epica lotta per la sopravvivenza.
Creata da Kim Eun-hee e diretta da Kim Seong-hun, Kingdom è tratta dal webcomic The Kingdom of the Gods e rappresenta un esperimento riuscitissimo di contaminazione tra generi. La serie non è solo un horror ben costruito, ma anche un affresco politico che riflette su disuguaglianze sociali, corruzione e gestione del potere in epoca di crisi. Il pubblico internazionale ha accolto Kingdom con entusiasmo, come dimostrano i punteggi altissimi su IMDb (8.3/10) e Rotten Tomatoes, dove la prima stagione raggiunge il 94% di gradimento. Su Letterboxd, un utente la definisce “un capolavoro da 5 stelle”, sottolineando come sia “un perfetto mix tra Game of Thrones (intrighi, tradimenti…) e Train to Busan (zombie spietati e gore)”. Un altro spettatore la esalta per “la migliore lore zombie che abbia mai visto”, elogiando la narrazione intensa e i personaggi “multidimensionali che odi ma per cui fai il tifo”. Non manca chi ne apprezza la crudezza visiva, notando che “è così sanguinaria che a Hollywood non avrebbero mai mostrato certe apertamente”. Elementi come l’ambientazione storica, la tensione costante e la cura nella messa in scena contribuiscono a renderla una delle serie più originali e potenti del genere.
Con due stagioni disponibili su Netflix, e uno special dal titolo Ashin of the North che approfondisce le origini del virus, Kingdom è un prodotto completo, stratificato e capace di sorprendere sia chi cerca tensione e azione, sia chi desidera una narrazione più sofisticata. Il mix di horror, intrigo politico e atmosfera storica crea qualcosa di davvero unico, all’altezza delle migliori produzioni internazionali. L’avete già vista? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.
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