La serialità televisiva contemporanea deve moltissimo a Lost, una delle poche serie capaci di trasformarsi da semplice successo televisivo in vero e proprio fenomeno culturale globale. Andata in onda a partire dal 2004, la creazione di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber ha cambiato il modo di raccontare storie in tv, mescolando dramma umano, mistero, flashback e costruzione corale dei personaggi. Un modello che, negli anni successivi, ha ispirato produzioni in tutto il mondo, spesso più nelle intenzioni che nei risultati. Anche in Italia qualcuno ha provato a raccoglierne l’eredità, dando vita a un progetto ambizioso che si presentava apertamente come un’erede spirituale di quell’immaginario: Sopravvissuti, serie Rai che ha diviso pubblico e critica, ma che resta uno dei tentativi più evidenti di portare una “Lost italiana” sul piccolo schermo.
Sopravvissuti è una serie televisiva prodotta da Rai Fiction andata in onda in prima serata su Rai 1 tra ottobre e novembre 2022. La storia prende avvio dalla misteriosa scomparsa dell’Arianna, una barca a vela partita da Genova con a bordo dodici persone. Dopo pochi giorni di navigazione, l’imbarcazione svanisce senza lasciare tracce. Per un anno intero non si hanno notizie dell’equipaggio, fino al ritrovamento del relitto al largo delle coste africane: a bordo ci sono solo sette sopravvissuti, provati nel fisico e nella mente da un’esperienza estrema.
Il ritorno a casa, però, non rappresenta una vera salvezza. I protagonisti devono fare i conti con traumi profondi, rapporti familiari compromessi e con un passato che sembra impossibile da raccontare fino in fondo. A complicare ulteriormente la situazione c’è l’indagine di un’ispettrice di polizia, convinta che i superstiti non abbiano detto tutta la verità su quanto accaduto durante l’anno di scomparsa. La narrazione alterna così il presente al passato, ricostruendo gradualmente ciò che è successo in mare e mettendo in scena le fratture interiori dei personaggi, in una struttura che richiama apertamente alcuni meccanismi resi celebri da Lost.
Nel cast spicca Lino Guanciale, nel ruolo di Luca Giuliani, figura centrale del gruppo e leader naturale dei sopravvissuti. Fin dalla presentazione della serie, il paragone con Lost è stato inevitabile e lo stesso Guanciale lo ha affrontato senza sottrarsi, dichiarando: “Vogliamo essere a livello di Lost, lo sforzo è di competere con racconti così ambiziosi. Ma io vedo come riferimento anche Homeland, che racconta una vertigine interiore profondissima” ha dichiarato. Una frase che chiarisce bene l’intento della produzione: non limitarsi al racconto di un naufragio, ma usare la sopravvivenza come pretesto per indagare l’animo umano.
Nonostante le grandi ambizioni, Sopravvissuti – disponibile su RaiPlay – non è riuscita a conquistare tutti. Molti spettatori hanno percepito uno scarto tra le promesse iniziali e il risultato finale, giudicando la serie meno incisiva e meno compatta rispetto al modello a cui si ispirava. Altri, invece, ne hanno apprezzato il coraggio produttivo e il tentativo di portare la fiction italiana su un terreno narrativo più internazionale. Al di là delle opinioni, resta il fatto che Sopravvissuti rappresenta un esperimento raro nel panorama televisivo italiano: imperfetto, divisivo, ma abbastanza ambizioso da meritare una seconda possibilità da parte di chi è cresciuto con il mito di Lost.
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