Questa serie Netflix ha copiato Una mamma per amica? Le coincidenze sono quasi spudorate
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Questa serie Netflix ha copiato Una mamma per amica? Le coincidenze sono quasi spudorate

Sono tanti i punti in comune tra l'amatissimo cult degli anni 2000 e questo nuovo teen drama. Tanti, pure troppi in certi casi...

Questa serie Netflix ha copiato Una mamma per amica? Le coincidenze sono quasi spudorate

Sono tanti i punti in comune tra l'amatissimo cult degli anni 2000 e questo nuovo teen drama. Tanti, pure troppi in certi casi...

questa serie ha copiato una mamma per amica?

Nel cuore degli anni Duemila, Una mamma per amica ha conquistato milioni di spettatori con il suo stile inconfondibile: dialoghi brillanti, atmosfera accogliente, personaggi eccentrici e soprattutto un rapporto madre-figlia diventato iconico. Il legame tra Lorelai e Rory Gilmore è entrato nell’immaginario collettivo come esempio di complicità generazionale e indipendenza femminile. Da allora, molte serie hanno cercato di raccogliere il testimone, ma poche ci sono riuscite davvero.

Negli ultimi anni, la serie Netflix Ginny & Georgia ha attirato l’attenzione proprio per la sua vicinanza, a tratti sorprendente, con il cult di Amy Sherman-Palladino. Apparentemente più contemporanea e venata di tinte dark, la storia della giovane madre Georgia e della figlia adolescente Ginny ha sollevato discussioni tra i fan di lunga data delle Gilmore. Il motivo? Le somiglianze non si limitano alla premessa di partenza: sembrano ricalcare, a volte con spudorata precisione, personaggi, dinamiche sentimentali e sviluppi narrativi.

I punti in comune più evidenti sono noti: sia Georgia sia Lorelai hanno avuto una figlia in adolescenza, rispettivamente a 15 e 16 anni. Entrambe decidono di cambiare vita trasferendosi in una cittadina del New England — Stars Hollow da un lato, Wellsbury dall’altro — e costruiscono un rapporto stretto e conflittuale con la figlia, a metà tra sorellanza e maternità. Anche il tono rapido e i frequenti riferimenti pop sembrano richiamare la cifra stilistica di Gilmore Girls, pur con variazioni dovute al periodo storico (in Ginny & Georgia c’è enorme, talvolta eccessiva attenzione a tutte le più moderne tematiche sociali) e al target di riferimento.

Ma a far discutere sono le coincidenze narrative più profonde, evidenziate anche in numerose conversazioni sui social. Su Reddit, un utente ha messo in fila alcune delle similitudini più clamorose: Georgia, come Lorelai, ha una relazione con un uomo affettuoso e affidabile, ma continua a essere attratta dal padre della figlia (Zion/Christopher), salvo poi avere a che fare anche con il proprietario di una caffetteria di provincia che diventa il suo punto di riferimento (Joe/Luke).

Nel frattempo, Ginny, come Rory, si trova invischiata in un triangolo amoroso che ricorda da vicino quello tra Dean, Rory e Jess: esce con un ragazzo affettuoso e premuroso (Hunter/Dean), ma lo tradisce con il ribelle silenzioso e tormentato (Marcus/Jess). Perfino certi dialoghi e dinamiche famigliari sembrano scritti sulla falsariga del copione originale. Davanti a questo accumulo di parallelismi, il dubbio è inevitabile: Ginny & Georgia è un omaggio, una rilettura o una copia?

La risposta non è così scontata, perché accanto ai richiami c’è anche una sostanziale differenza di tono e contenuto. Una mamma per amica raccontava una quotidianità a tratti fiabesca, con al centro una comunità rassicurante e dinamiche emotive risolte con ironia. Ginny & Georgia, la cui terza stagione sta dividendo i fan, porta in scena una realtà più dura e sfaccettata, affrontando temi come salute mentale, identità razziale, autolesionismo e violenza domestica. Se Lorelai costruiva il suo riscatto da un passato borghese e ingessato, Georgia arriva da un’esistenza segnata da abusi e illegalità. Ginny, dal canto suo, è un’adolescente più fragile, rabbiosa, segnata da un senso di disorientamento che la allontana dal modello Rory.

Insomma, le somiglianze ci sono, e sono anche parecchio evidenti. Sotto l’evidente superficie comune, Ginny & Georgia racconta un’altra generazione, con altri codici, conflitti e una visione del mondo ben più disillusa. Ma non sembrano esserci dubbi che il modello seguito è lo stesso di quell’amatissimo cult anni 2000. Sarà ricordata allo stesso modo, tra 20 anni?

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