Tutti gli appassionati di true crime sanno che Netflix è una delle piattaforme dall’offerta più ricca per quanto riguarda questo genere. Ma sapevate che nel suo catalogo si nasconde anche una delle serie più assurde e insolite appartenenti a questo filone? Parliamo di American Vandal, una vera e propria parodia del genere true crime che possiede la sorprendente capacità di coinvolgere lo spettatore su più livelli: da una parte, divertimento e satira pungente; dall’altra, un’acuta riflessione sul tipo di intrattenimento che viene consumato dal pubblico moderno; dall’altra ancora, un mistero emozionante, inquietante e imprevedibile, che riesce a tenere incollati alla sedia proprio come se fosse un thriller.
Girata sotto forma di falso documentario, la serie segue due adolescenti appassionati di true crime che decidono di realizzare un film per scoprire chi ha commesso un atto vandalico nel parcheggio della scuola, imbrattando le automobili degli insegnanti con dei disegni osceni. Anche se tutti pensano che sia stato Dylan, il tipico buffone della classe, i due protagonisti hanno un’altra teoria. Per scagionare il loro amico, però, dovranno lanciarsi in una vera e propria investigazione. Nella seconda stagione, invece, il documentario girato dai ragazzi riscuote un grande successo e i due vengono chiamati a occuparsi di altri casi, tra cui quello di Chloe, una ragazza che studia alla scuola privata cattolica St.Bernardin, dove si è consumato un evento “scandaloso”.
Entrambi i misteri affrontati dai protagonisti di questa serie sono totalmente assurdi, ma l’aspetto divertente di American Vandal è che si prende assolutamente sul serio, trasformando dei casi ridicoli in vere e proprie avventure piene di colpi di scena. Un po’ sullo stile di Knives Out e Only Murders in the Building, questa serie è ricca di personaggi brillanti e divertentissimi: approfondendo le dinamiche tra i ragazzi della scuola, lo spettatore finisce per avere a cuore la sorte sia dei due protagonisti che del povero Dylan, accusato di un crimine che potrebbe non aver commesso.
Ma oltre a essere un’assurda parodia del true crime, American Vandal pone anche gli appassionati di questo tipo di intrattenimento davanti a molti interrogativi, prendendo in giro con ironia tutti i cliché e le derivazioni sbagliate del genere, come l’ossessione di certi spettatori per i particolari più macabri, gli autori di podcast che invece che informare tendono a scadere nel pettegolezzo o coloro che sfruttano queste vicende drammatiche solo per fare soldi facili. E nel mirino dello show finisce anche lo spettatore stesso, al quale a un certo punto si chiede se non sia meglio intervenire e agire in prima persona, invece che restarsene a consumare contenuti che si definiscono “imparziali”.
In puro stile true crime, non viene data una risposta definitiva a tutte queste domande. L’ironia della sorte è che American Vandal è stata cancellata nel 2018, due anni prima del boom del true crime stesso, con il successo di serie Netflix come My Favorite Murder e Tiger King. Per questo potrebbe esservi sfuggita all’epoca, ma oggi resta una delle serie più geniali e assurde che ogni appassionato dovrebbe recuperare.
Fonte: Screen Rant
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