A volte le serie TV vengono cancellate per motivi comprensibili: ascolti bassi, costi di produzione eccessivi, cambi nei piani editoriali. Altre volte, però, dietro l’interruzione di uno show si nascondono motivazioni così surreali da sembrare inventate. È il caso di Tower Prep, un teen sci-fi andato in onda su Cartoon Network nel 2010 e mai rinnovato per una seconda stagione, nonostante l’entusiasmo crescente del pubblico.
La serie, prodotta da Paul Dini (già autore di Batman: The Animated Series), sembrava avere tutte le carte in regola per diventare un cult. Ma dopo soli 13 episodi, Tower Prep è scomparsa dai palinsesti. A distanza di anni, il motivo della cancellazione continua a far discutere — e indignare — molti spettatori.
Ambientata in un istituto scolastico isolato e misterioso, Tower Prep raccontava la storia di Ian (Drew Van Acker), un adolescente con la capacità di prevedere eventi pochi secondi prima che accadano. Si risvegliava all’interno della scuola senza sapere come ci fosse arrivato e, con l’aiuto di altri studenti dotati di poteri particolari, cercava di scoprire la verità sull’istituto.
I personaggi femminili, CJ (Elise Gatien) e Suki (Dyana Liu), erano ben scritti e fondamentali nella dinamica del gruppo, contribuendo al fascino dello show e attirando un pubblico eterogeneo. Tower Prep mischiava abilmente mistero, dinamiche adolescenziali e sottotesti sci-fi in una formula originale per un canale come Cartoon Network, che all’epoca stava ancora sperimentando con i contenuti live-action.
Inizialmente, la rete attribuì la cancellazione alla volontà di tornare a un’offerta esclusivamente animata. In un post su LiveJournal, lo stesso Paul Dini spiegò che Cartoon Network aveva deciso di eliminare tutte le serie live-action mesi prima ancora del debutto televisivo di Tower Prep. La motivazione? “Le nostre hit sono i cartoni animati comici, e vogliamo concentrarci su quelli”.
Ma la vera sorpresa arrivò nel 2013, quando Dini partecipò a un episodio del podcast Fatman on Batman, condotto da Kevin Smith. Lì, rivelò una versione ancora più scioccante dei fatti: secondo lui, la serie era stata cancellata perché stava attirando un pubblico femminile troppo ampio.
«Ho sentito con le mie orecchie qualcuno dire: “Non vogliamo che le ragazze guardino questa serie”», raccontò Dini. Il motivo? Le ragazze non comprano le action figure e gli altri gadget su cui il canale basava parte dei suoi guadagni. «Comprano principesse. E noi non stiamo vendendo principesse», avrebbe detto un dirigente.
Dini spiegò anche che, durante la pre-produzione, le ragazze del cast avevano ricevuto backstory articolate e ruoli di spessore. Una scelta voluta, non casuale. Ma proprio questa scrittura più inclusiva avrebbe “rovinato” i piani della rete, che voleva rivolgersi esclusivamente a un target maschile.
«Vogliamo le ragazze lì vicino, un passo dietro i ragazzi. Non più intelligenti, non più interessanti», avrebbe detto un executive. La cosa più sconcertante? Che proprio questo approccio più ricco e variegato aveva fatto innamorare una fanbase che cresceva giorno dopo giorno — anche se non abbastanza in fretta da garantire il rinnovo.
Dopo la cancellazione, Dini cercò di mobilitare i fan: scrivere lettere, firmare petizioni, farsi sentire. Ma Cartoon Network, a detta del creatore, non ascoltò nulla, né permise ad altri di continuare la serie. A oggi, nonostante l’interesse che Tower Prep continua a suscitare, i diritti restano bloccati, e ogni possibilità di revival sembra lontanissima.
Tower Prep è oggi visibile solo tramite acquisto o noleggio digitale (su Apple TV+), ma chi ha avuto la fortuna di vederla all’epoca — o di scoprirla anni dopo — sa che il suo potenziale era enorme. Il suo caso resta uno degli esempi più assurdi e dolorosi di cancellazione prematura nella storia della TV per ragazzi. Non per motivi creativi o economici, ma per un pubblico considerato “sbagliato”.
Fonte: Collider
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