Questa sottovalutata serie TV ha battuto Bridgerton al suo stesso gioco
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Questa sottovalutata serie TV ha battuto Bridgerton al suo stesso gioco

La nuova stagione della serie Netflix ha riacceso il dibattito tra i fan, ma un’altra produzione in costume sta attirando l’attenzione per scelte narrative più incisive

Questa sottovalutata serie TV ha battuto Bridgerton al suo stesso gioco

La nuova stagione della serie Netflix ha riacceso il dibattito tra i fan, ma un’altra produzione in costume sta attirando l’attenzione per scelte narrative più incisive

un frame della quarta stagione di Bridgerton

La quarta stagione di Bridgerton ha riportato al centro della scena il fascino del romance in costume, scegliendo di raccontare la storia di Benedict Bridgerton e Sophie Baek attraverso il classico trope dell’amore proibito. Balli in maschera, tensione sociale, desiderio trattenuto: tutti gli elementi sembravano al loro posto. Eppure, una scelta narrativa precisa ha diviso il pubblico e raffreddato l’entusiasmo di molti spettatori.

Nel finale della prima parte di stagione, Benedict chiede a Sophie di diventare la sua amante anziché sua moglie. Un passaggio coerente con il contesto Regency e con il materiale letterario originale, ma che sul piano emotivo ha lasciato perplessi diversi fan. Il gesto, pur animato da un sentimento autentico, evidenzia il limite del personaggio: invece di mettere davvero in discussione le convenzioni di classe, Benedict prova ad aggirarle, proponendo una soluzione che protegge il suo status più di quanto tuteli la dignità di Sophie.

Il problema non è la mancanza di romanticismo, ma la natura del compromesso. Bridgerton ha abituato il pubblico a storie in cui l’amore, alla fine, trova il modo di superare le barriere sociali. In questo caso, però, la proposta di Benedict appare come una resa temporanea alle regole dell’aristocrazia, un momento che interrompe la costruzione epica della relazione e riporta bruscamente i protagonisti alla realtà delle gerarchie.

A confronto, The Artful Dodger disponibile su Disney+ — ha affrontato lo stesso nodo narrativo con maggiore decisione. Anche qui ci troviamo davanti a una relazione tra mondi inconciliabili: Jack Dawkins, ex ladro e chirurgo, e Lady Belle Fox, figlia di un governatore. Anche qui la società è pronta a ostacolare l’unione. Ma quando la relazione viene messa alla prova, la risposta maschile non è quella di offrire un compromesso ambiguo.

Jack non propone a Belle di diventare la sua amante nell’ombra. Pur consapevole delle conseguenze, chiarisce il suo impegno e la volontà di sfidare apertamente le convenzioni. La differenza non sta tanto nella formulazione giuridica del rapporto, quanto nella postura emotiva: dove Benedict appare frenato dal peso delle aspettative sociali, Jack sceglie di assumersi il rischio personale.

È proprio questo scarto a rendere The Artful Dodger sorprendentemente più incisiva sul piano romantico. Pur non avendo la stessa visibilità globale di Bridgerton, la serie riesce a portare il trope dell’amore proibito verso territori più radicali, alzando la posta in gioco e rendendo le conseguenze concrete, non solo simboliche.

Va anche considerata la differenza di tono. Bridgerton resta una serie dichiaratamente patinata, in cui il conflitto è spesso mediato da dinamiche familiari e possibilità di redenzione. The Artful Dodger, invece, integra elementi crime e d’avventura che rendono il pericolo reale e immediato. In questo contesto, la scelta romantica acquista un peso maggiore, perché comporta perdite tangibili.

Non è detto che Bridgerton non riequilibri la situazione nella seconda parte di stagione. Ma il confronto tra le due serie dimostra come un’identica premessa narrativa — l’amore tra classi diverse — possa essere sviluppata con esiti molto differenti. E in questo caso, è la serie meno celebrata ad aver saputo raccontare con più forza e coerenza cosa significhi davvero scegliere l’amore contro le regole.

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Fonte: CBR

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