Ci sono film che diventano parte della nostra identità collettiva, opere capaci di superare i confini del tempo e di emozionare allo stesso modo generazioni diverse. Uno di questi è senza dubbio Nuovo Cinema Paradiso, che ancora oggi, a 37 anni dall’uscita, continua a raccontare l’Italia e a commuovere milioni di spettatori in tutto il mondo. È una storia di nostalgia, di infanzia, di legami profondi con la propria terra e, soprattutto, una dichiarazione d’amore al cinema.
Alla regia c’è un giovane Giuseppe Tornatore, alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo Il camorrista. La vicenda segue Totò, un bambino che cresce in un piccolo paese siciliano nel dopoguerra e che trova nel cinema del paese – e nell’amicizia con il proiezionista Alfredo – una scuola di vita e una passione che lo accompagnerà per sempre. Attraverso tre momenti chiave – l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta – il film diventa il racconto di un’esistenza individuale e insieme di un Paese che cambia. L’Italia che si lascia alle spalle le piazze e le sale affollate per correre verso il futuro, dimenticando un po’ della propria umanità.
Sin dalla prima proiezione, la critica ha parlato di “classico moderno”, “capolavoro” e “lettera d’amore al cinema”. Eppure il debutto nel settembre 1988 fu tutt’altro che semplice: due ore e mezza di montaggio, sale semivuote, pubblico freddo e recensioni divise. Solo in Sicilia il film ha ottenuto un riscontro incoraggiante. Il destino è cambiato con la decisione del produttore Franco Cristaldi di ridurre il film a 121 minuti per presentarlo a Cannes nel 1989. La versione più compatta sacrificava sottotrame, ma acquistava una potenza emotiva irresistibile. La reazione sulla Croisette è stata clamorosa: sette minuti di applausi in piedi e il Gran Premio della Giuria. Da lì è iniziata la vera vita di Nuovo Cinema Paradiso.
Dopo Cannes, il film è stato rilanciato a livello internazionale: vinse il Globo d’Oro, il BAFTA e l’Oscar come miglior film straniero nel 1990. Anche all’estero è stato un successo travolgente: negli Stati Uniti ha conquistato pubblico e critica, mentre in Francia è diventato un cult assoluto e in Spagna pochi anni fa è stato simbolicamente scelto per la riapertura di 150 sale dopo la pandemia.
Il cast è stato determinante per il suo successo. Philippe Noiret, inizialmente riluttante, ha accettato di interpretare Alfredo solo a patto di recitare in francese, doppiato poi da Vittorio Di Prima. Il piccolo Salvatore Cascio, scelto a otto anni, ha incantato con la sua naturalezza: non aveva mai visto un cinema prima e lo ha definito «una televisione gigante». Il Totò adulto ha invece il volto di Jacques Perrin, mentre le riprese si sono svolte in Sicilia, tra Bagheria e Palazzo Adriano, oggi meta di pellegrinaggio cinefilo. Ma l’anima immortale di Nuovo Cinema Paradiso resta la colonna sonora di Ennio Morricone, con il celebre “Tema d’amore” composto insieme al figlio Andrea: una melodia capace di resistere al tempo, diventata sinonimo di memoria e commozione.
Dopo quasi quattro decenni, questo film continua a parlarci di ciò che siamo stati e di ciò che resta quando il tempo passa: l’importanza del ricordo, la bellezza dell’esperienza collettiva, la forza del cinema come specchio dell’anima. Forse è proprio per questo che resta uno dei film italiani di cui possiamo andare più fieri.
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