Il catalogo di Netflix, ormai, è sterminato, al punto che è diventato davvero difficile orientarsi nella miriade di contenuti disponibili. Per questo, chi è spettatore occasionale rischia di farsi attirare sempre dai titoli più famosi o più mainstream, sorvolando spesso su vere e proprie chicche che, a causa di pubblicità assente o meno visibilità da parte dell’algoritmo, rischiano di passare inosservati. È il caso di uno degli horror più intriganti e meglio riusciti degli ultimi anni, Disappear Completely del regista messicano Luis Javier Henaine.
Data la provenienza da un mercato cinematografico poco conosciuto, purtroppo non sorprende che la pellicola sia passata un po’ in sordina. Nonostante ciò, in patria ha dominato la Top 10 dei contenuti più visti, ma soprattutto è stato acclamato dalla critica, raggiungendo il 100% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
La storia è quella di Santiago (Harold Torres), un fotografo che si guadagna da vivere vendendo immagini di incidenti e scene del crimine ai tabloid. Per lui è un periodo difficile: la compagna Marce (Tete Espinoza) è incinta e vorrebbe tenere il bambino, ma Santiago non si sente pronto a diventare padre e le fa pressione affinché scelga l’aborto. Un giorno, si trova davanti a una scena particolarmente raccapricciante: il corpo di un politico, martoriato ma ancora vivo, lasciato in strada ad essere divorato dai ratti. Ciò che Santiago non sa è che nel momento dello scatto, la sua fotocamera immortala una creatura demoniaca che lo intrappola in una maledizione: gradualmente, inizia a trasformarsi in una sorta di cadavere vivente, perdendo l’uso dei cinque sensi. Che il suo bambino non ancora nato sia la chiave per stringere un accordo con il demone e arrestare la trasformazione?
Un mix di ambientazioni urbane e folk horror, Disappear Completely è un film che fa leva sull’orrore psicologico più che sui classici jumpscare. Il regista punta sulla forte immedesimazione tra spettatore e protagonista, che non rimane soltanto sul piano concettuale (“che cosa farei se mi trovassi nella stessa situazione?”), ma si estende anche al comparto tecnico. Ad esempio, il film diventa improvvisamente muto quando Santiago perde il senso dell’udito, oppure inizia a essere sfocato, tremolante o addirittura completamente buio man mano che il protagonista si accorge di non riuscire più a vedere. Una scelta che rende questo film horror ancora più terrificante, in quanto evidenzia la sua componente metanarrativa. Con la maledizione, infatti, Santiago è destinato a diventare come uno dei cadaveri nelle sue fotografie: privo di sensi e di fatto senza un’esistenza concreta, ma allo stesso tempo, in qualche modo, “cadavere vivente”, poiché ritratto in un’immagine che esisterà per sempre. Osservando la sua discesa nell’abisso e la sua terrificante trasformazione, la medesima cosa potrebbe accadere a noi spettatori, intrappolati in un momento fissato per sempre nel tempo.
Fonte: Collider
Foto: Netflix
