Tutti i fan del genere horror conoscono la serie degli anni 2000 Masters of Horror. Creata dal regista Mick Garris e andata in onda per due stagioni, consisteva in un’antologia di episodi di circa un’ora, diretti dai grandi Maestri del genere, tra cui Joe Dante, Don Coscarelli, John Carpenter, Tobe Hooper, Dario Argento, Stuart Gordon e Larry Cohen. La particolarità di quest’opera era che, poiché veniva trasmessa su Showtime, un’emittente via cavo, godeva di una certa libertà riguardo a elementi come violenza, nudità e profanità, rispetto alla norma degli show americani.
Nonostante ciò, c’è stato comunque un episodio controverso che ha dato del filo da torcere ai produttori della serie, arrivando a essere addirittura censurato perché troppo estremo. Si tratta di Imprint, il tredicesimo della prima stagione, diretto dal regista giapponese Takashi Miike. Ispirato a un romanzo scritto dall’autrice nipponica Shimako Iwai, è ambientato nel Giappone dell’Ottocento e segue un giornalista americano, Christopher, mentre cerca una ragazza di cui si è innamorato durante un viaggio. La situazione, però, lo porta a passare la notte con una prostituta sfigurata che gli racconterà di come l’amata sia morta.
L’adattamento di Takashi Miike portava all’estremo gli elementi horror della vicenda, con scene esplicite che includevano incesto, immagini di feti abortiti e altri elementi che il canale ha ritenuto troppo tabù per l’epoca, optando quindi per non trasmettere l’episodio in televisione. Nel 2022, Mick Garris ha rivelato che tra le clausole imposte da Showtime c’erano il divieto di mostrare un nudo frontale maschile o di mettere in scena omicidi e stupri di minori. Anche se l’episodio diretto da Miike non violava direttamente nessuna delle regole del contratto, i produttori del network sarebbero «rimasti scioccati dalla sua intensità», decidendo così di bandirlo dalla TV.
Per fortuna, sembra che la controversia su questo episodio non abbia intaccato né la serie né la carriera del regista: infatti, attorno a Imprint si è sviluppata molta curiosità da parte degli spettatori, desiderosi di scoprire quali elementi horror avessero determinato una scelta così drastica da parte dell’emittente. Oggi, in effetti, questa puntata è una delle preferite dai fan di Masters of Horror. La sua diffusione ufficiale è avvenuta soltanto nel 2006 in DVD e ha confermato le aspettative del pubblico: per la visione occorre sicuramente un stomaco forte.
Fonte: Comicbook
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