Questo film del 1995 è il titolo perfetto da vedere a Capodanno
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Questo film del 1995 è il titolo perfetto da vedere a Capodanno

Nella notte più imprevedibile dell’anno, quattro storie si incrociano in questo cult anni ’90 che trasforma il caos in cinema puro

Questo film del 1995 è il titolo perfetto da vedere a Capodanno

Nella notte più imprevedibile dell’anno, quattro storie si incrociano in questo cult anni ’90 che trasforma il caos in cinema puro

four rooms

Tra le festività che il cinema ha saputo trasformare in un vero e proprio genere narrativo, il Capodanno occupa un posto particolare. Non ha la rassicurante magia del Natale né la malinconia programmata di San Valentino, ma porta con sé un’energia caotica, imprevedibile, spesso notturna. È la festa delle promesse non mantenute, degli incontri casuali, degli eccessi e delle scelte impulsive. Non sorprende quindi che molti film ambientati a Capodanno scelgano di raccontare storie corali, sospese tra commedia, grottesco e disincanto. In questo senso, Four Rooms è uno dei titoli che meglio ha saputo intercettare lo spirito della notte di San Silvestro, trasformandola in una lunga serata di follia cinematografica.

Uscito nel 1995, Four Rooms è un film antologico composto da quattro episodi distinti ma collegati, ambientati tutti nella stessa notte e nello stesso luogo: l’Hotel Mon Signor di Los Angeles. A fare da filo conduttore è Ted, un fattorino al suo primo giorno di lavoro, interpretato da Tim Roth, che si ritrova da solo a gestire una serie di situazioni sempre più assurde mentre l’orologio corre verso la mezzanotte. Ogni episodio è diretto da un regista diverso – Allison Anders, Alexandre Rockwell, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino – e questo contribuisce a rendere il film volutamente irregolare, con toni e ritmi che cambiano di stanza in stanza.

Nel primo segmento Ted viene coinvolto, suo malgrado, nel rituale di un gruppo di streghe riunite per evocare uno spirito proprio allo scoccare del nuovo anno. Il secondo episodio lo trascina invece in un appartamento dove una coppia in crisi lo scambia per un amante segreto, dando vita a una commedia degli equivoci dai toni sempre più surreali. Nel terzo, diretto da Robert Rodriguez, Ted accetta di fare da babysitter a due bambini terribilmente ingestibili mentre i genitori sono fuori a festeggiare, in una spirale di caos che gioca con il linguaggio del cartoon e della slapstick comedy. Il film si chiude con l’episodio firmato da Quentin Tarantino, ambientato nella suite di un ricco personaggio che propone una scommessa estrema e moralmente ambigua, destinata a diventare il momento più ricordato e discusso dell’intera operazione.

Proprio questa struttura rende Four Rooms un titolo ideale da vedere a Capodanno. È un film che vive di attesa, di conto alla rovescia, di situazioni che esplodono tutte nella stessa notte, riflettendo l’idea di un passaggio improvviso e imprevedibile da un anno all’altro. La varietà dei toni permette inoltre una visione leggera ma mai banale, capace di alternare momenti di puro divertimento a spunti più cinici e provocatori. Non a caso la critica dell’epoca fu divisa, penalizzando il film per la sua disomogeneità, mentre il pubblico nel tempo lo ha rivalutato come cult irregolare degli anni Novanta.

Four Rooms non è un classico “film delle feste” nel senso tradizionale, ma proprio per questo funziona: racconta il Capodanno come una notte di eccessi, incontri sbagliati e scelte impulsive, restituendo un’atmosfera che, a distanza di trent’anni, resta sorprendentemente attuale. Una visione perfetta per chi vuole salutare l’anno vecchio con qualcosa di meno convenzionale.

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