Alcuni film hanno il potere di metterci a disagio nel modo più profondo: non con immagini scioccanti o scene di violenza gratuita, ma con domande scomode. Cosa faresti tu al posto loro? È il meccanismo che ha reso virali successi recenti come The Platform o dello stesso Squid Game: storie in cui l’istinto di sopravvivenza si scontra con l’etica, e ogni scelta ha un prezzo da pagare. Tra questi, c’è un film uscito nel 2009 e oggi quasi dimenticato, ma che merita assolutamente di essere riscoperto: The Box di Richard Kelly, già regista dell’iconico Donnie Darko,
La premessa è tanto semplice quanto disturbante. Siamo nella Virginia del 1976. Norma e Arthur Lewis (Cameron Diaz e James Marsden) sono una coppia di classe media, con un figlio e qualche problema economico. Una mattina ricevono la visita di un uomo enigmatico, Arlington Steward (interpretato da Frank Langella), che consegna loro una scatola con un solo pulsante. La proposta è chiara: se premeranno il pulsante, riceveranno un milione di dollari. Ma qualcuno che non conoscono, da qualche parte nel mondo, morirà.
Il dilemma è agghiacciante. Soldi facili, nessuna conseguenza diretta, solo un atto anonimo. Ma è davvero così semplice? Il film gioca proprio su questo senso di inquietudine: quanto vale la vita di uno sconosciuto? Siamo sicuri di essere diversi da chi compie gesti che giudichiamo orribili, se messi in condizione di farli senza conseguenze apparenti?
The Box è tratto da un racconto breve di Richard Matheson, già autore di Io sono leggenda, e Richard Kelly lo espande trasformandolo in un thriller esistenziale con tinte paranormali. La trama, per la verità, si complica quando vengono tirate in mezzo misteriose entità aliene e un esperimento sul genere umano e la sua capacità di rinunciare ai desideri egoistici per il bene della specie. A restare impressa nella mente, però, non è solo il dilemma morale ma la punizione riservata al figlio della coppia, reso sordocieco dagli alieni per spingere i genitori a domandarsi se in cambio di soldi accetterebbero quella sua condizione permanente.
Nonostante un’accoglienza critica tiepida al momento dell’uscita – anche per via di una seconda parte più ambiziosa e criptica – The Box ha conquistato nel tempo una nicchia di appassionati, colpiti dalla sua capacità di sollevare interrogativi reali sotto la superficie da sci-fi thriller. Cameron Diaz offre una delle sue interpretazioni più intense, e Frank Langella incarna con glaciale distacco il volto di una minaccia imperscrutabile.
Certo, il film non dà tutte le risposte. Ma è proprio questo a renderlo potente. È uno di quei rari casi in cui il vero orrore non sta in ciò che accade, ma nella consapevolezza che potremmo essere noi a farlo accadere. Se vi piace questo tipo di cinema che fa riflettere e che sa mettere alla prova la bussola morale, The Box è un film da recuperare. Una scatola misteriosa, un milione di dollari, e una domanda: premereste quel pulsante?
Leggi anche:
© RIPRODUZIONE RISERVATA