Alcuni film hanno il potere di devastare lo spettatore senza far vedere nulla di esplicito: basta un silenzio, un rumore, un’inquadratura per evocare l’orrore. La zona d’interesse di Jonathan Glazer, uscito a febbraio 2024 nelle sale italiane, è tra quei titoli. Acclamato come capolavoro contemporaneo, si è imposto come Miglior Film Internazionale agli Oscar 2024, oltre a conquistare il premio per il Miglior Sonoro. La sua forza? L’impatto emotivo e l’orrore della Shoah raccontato guardando altrove.
Il film prende spunto dal romanzo di Martin Amis e segue la famiglia del comandante di Auschwitz, Rudolf Höss (Christian Friedel), che vive in una villa pittoresca affacciata sul lager. Scenografie minuziose, dialoghi apparentemente banali — cene, tè, giochi in giardino — raccontano una vita serena e quotidiana, mentre alle spalle il campo di sterminio continua la sua opera. La macchina da presa non varca mai il muro, ma il suono lo fa: urla lontane, treni, spari e fischi diventano sottofondo, i veri attori del film. «Il film è perfetto, ordinato, pulito… l’orrore è nel non visto», scrive un utente Reddit, descrivendo un’inquadratura su fiori che nasconde un grido di disperazione.
La regia di Glazer è fredda e chirurgica secondo molte recensioni pubblicate, che ne sottolineano la tensione costante pur nella totale assenza di violenza esplicita sullo schermo. È stata definita «una pornografia del dolore» in cui l’orrore si insinua attraverso la routine familiare e la dimenticanza, piuttosto che attraverso immagini shock. Il silenzio visivo è violento come un’arma: lo spettatore vede l’apparente pace mentre sente il male crescere, intriso nel sonoro magistrale di Mica Levi, nominato anche ai Golden Globe.
La critica ha accolto La zona d’interesse entusiasticamente. È stato definito il film definitivo sulla banalità del male, un’opera che provoca “conati di nauseante disgusto” senza mostrarli. Altri sottolineano il contrasto tra estetica del film e brutalità del rumore, che innesca una sensazione di dissonanza emotiva profondissima. La sua forza visiva e sonora è riconosciuta anche a livello istituzionale: Oscar per miglior film internazionale e miglior sonoro, Golden Globe e BAFTA per miglior film in lingua non inglese, miglior suono e miglior regista, oltre al Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 2023. Il National Board of Review lo include tra i cinque migliori film internazionali del 2023.
Anche il pubblico è rimasto colpito: «Il miglior film e la miglior regia del 2023… una visione potentissima, sulla banalità del male» scrive un utente Reddit. E se tra gli apprezzamenti non mancano riflessioni taglienti sui tempi morti della trama, in molti sottolineano che la durata “monotona” e la forma precisa sono volute per far emergere l’orrore invisibile: «Non succede niente, ma è il niente peggiore che abbia mai visto» sintetizza un utente.
La zona d’interesse è un film che distrugge senza mostrare mai nulla, il silenzio che urla più della violenza. È un’esperienza bellissima e terribile, un’opera che rifiuta il facile orrore visivo per affidarsi al rumore coprente della coscienza. Chi cerca un capolavoro destinato a restare a lungo nella storia del cinema, lo ha trovato e può riguardarlo in streaming su Sky/Now o noleggiandolo su diverse altre piattaforme.
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