Questo film disturbante è stato definito «il nuovo Hereditary», ma non lo ha visto quasi nessuno
whatsapp

Questo film disturbante è stato definito «il nuovo Hereditary», ma non lo ha visto quasi nessuno

Uno degli esempi più interessanti di horror psicologici incentrati sulla tematica del trauma

Questo film disturbante è stato definito «il nuovo Hereditary», ma non lo ha visto quasi nessuno

Uno degli esempi più interessanti di horror psicologici incentrati sulla tematica del trauma

The Dark and The Wicked

Nel 2018, Hereditary ha rivoluzionato il mondo del cinema horror. Tra i suoi meriti non c’è soltanto quello di aver portato alla ribalta il regista Ari Aster, al suo debutto dietro la macchina da presa, ma soprattutto quello di aver dato il via a un nuovo trend di horror psicologici incentrati sulla tematica del trauma, e nello specifico del trauma intergenerazionale. 

Tra i titoli che hanno raccolto e saputo espandere questa lezione c’è sicuramente The Dark and The Wicked di Bryan Bertino, arrivato al cinema due anni dopo. La storia si svolge in una fattoria sperduta in Texas, dove i fratelli Louise e Michael tornano per aiutare la madre ad assistere il padre malato e costretto a letto. La sera successiva, la madre si suicida in maniera molto violenta, obbligandoli di fatto a restare lì per occuparsi del padre. Mentre sono costretti a confrontarsi con il trauma di aver perso un genitore (e non quello che si aspettavano di perdere), i fratelli iniziano ad assistere a una serie di visioni ed eventi inquietanti, finendo per convincersi che in casa ci sia una presenza diabolica.

Proprio come Hereditary, anche The Dark and The Wicked esplora, attraverso i tropi del film horror, la psicologia e il complesso rapporto tra i fratelli Louise e Michael. Gli elementi soprannaturali – figure oscure che si nascono nell’ombra, visioni, il diario della madre che racconta di essere tormentata dal demonio – sono infatti aspetti allegorici che servono a sviscerare e ad approfondire la relazione compromessa tra i fratelli e le loro differenze nell’approcciare il percorso di superamento del lutto. In questo senso, il “diavolo” citato dalla madre rappresenta la personificazione del trauma familiare: incapaci di affrontarlo, Louise e Michael creano un circolo vizioso di sofferenza e dolore che si riverbera non soltanto sul loro rapporto, ma anche su tutti gli altri personaggi che vengono a contatto con loro, come ad esempio Charlie o l’infermiera. Particolarmente interessante è poi la performance di Marin Ireland nei panni di Louise. Proprio come l’indimenticabile Toni Collette in Hereditary, Ireland regala al suo personaggio intensità, espressività e profondità, restituendo una donna davvero piegata dal peso del trauma.

Nonostante le critiche positive e l’approvazione di gran parte della comunità degli appassionati di horror, il film di Bryan Bertino non è stato un enorme successo al box office, e sicuramente non ha raggiunto lo stesso status del suo illustre predecessore. Per molti fan è però ancora un must watch. Insomma, non fatevi ingannare dalla semplicità del plot sull’“entità demoniaca che terrorizza una famiglia”, perché The Dark and The Wicked è davvero un inquietante dramma psicologico famigliare, che raccoglie l’eredità – è proprio il caso di dirlo – del film di Ari Aster.

Fonte: Collider

© RIPRODUZIONE RISERVATA