Questo film è considerato l'apice del folk horror, ma è rimasto praticamente sconosciuto per 40 anni
whatsapp

Questo film è considerato l’apice del folk horror, ma è rimasto praticamente sconosciuto per 40 anni

Ha ispirato, tra gli altri, capolavori dell'horror moderno come Midsommar di Ari Aster

Questo film è considerato l’apice del folk horror, ma è rimasto praticamente sconosciuto per 40 anni

Ha ispirato, tra gli altri, capolavori dell'horror moderno come Midsommar di Ari Aster

Il folk horror The Wicker Man di Robin Hardy

Convenzionalmente nato negli anni Cinquanta, il folk horror è un sottogenere cinematografico in cui si scontrano i valori della società moderna e i costumi tradizionali, tipicamente in un contesto rurale o all’interno di inquietanti comunità isolate dove il protagonista “intruso” si sente trasportato indietro nel tempo. Secondo molti critici, questo scontro di identità e di credenze, che assume spesso tinte sanguinolente, ha raggiunto il suo apice nel 1973 con il film The Wicker Man di Robin Hardy, non a caso definito da molti «il Quarto potere dei film dell’orrore».

Pellicola di produzione britannica, racconta la storia del sergente di polizia Neil Howie, che riceve una lettera anonima in cui si richiede la sua presenza sull’isola di Summerisle, dove è scomparsa una bambina di nome Rowan. Arrivato sul posto, Howie resta scioccato nello scoprire che gli abitanti negano l’esistenza della ragazzina, ma soprattutto nel vedere che essi sono devoti alle divinità pagane celtiche, mentre lui è un fervente cristiano.

Il genio di The Wicker Man sta nella sua sfida alle regole del folk horror convenzionale. Ad esempio, il regista sceglie di ambientare l’intera vicenda di giorno, con luci accese e brillanti, caratterizzando l’isola di Summerisle come una sorta di paradiso idilliaco in cui tutti cantano e sono felici. Questa meccanica, ripresa recentemente da film come Midsommar di Ari Aster, crea un’atmosfera soffocante e mette a disagio lo spettatore man mano che le celebrazioni dei popolani diventano più sinistre e inquietanti. La miccia che fa partire la trama è la scomparsa di Rowan, ma l’orrore si rivela quando il protagonista si rende conto di essere una pedina di un piano molto più ampio, che lui stesso non riesce a comprendere. Presto, l’isola diventa una prigione psicologica e lo spettatore inizia a sentirsi paranoico, proprio come il sergente Howie.

Nonostante sia chiaramente un precursore del genere, e nonostante la critica lo abbia sempre acclamato, The Wicker Man ha dovuto affrontare diversi ostacoli prima di essere riconosciuto come un classico del folk horror. Al momento dell’uscita, lo studio ha convinto Hardy a tagliare 20 minuti di film, poiché desiderava un finale più “ottimista”. Anche a causa dell’interferenza dei produttori e distributori, quindi, l’opera non ha avuto un grande successo nelle sale. Per molti anni è stata apprezzata soltanto dai cinefili amanti del genere, rimanendo praticamente sconosciuta al resto del pubblico. Nel corso dei decenni successivi, però, il regista si è impegnato a restaurare il film al suo stato originale, ricercando materiale d’archivio e pellicole andate perdute. Nel 2013, Hardy stesso ha affermato che, probabilmente, la versione originale non sarà mai trovata, ma che quella restaurata in 4K può essere ritenuta «la versione più completa possibile». I suoi sforzi hanno portato a una riabilitazione di The Wicker Man agli occhi del pubblico e della critica, e oggi viene giustamente riconosciuto come uno dei più affascinanti e disturbanti film horror mai realizzati.

Fonte: Comicbook

© RIPRODUZIONE RISERVATA