Certi film, solo il tempo li può riscattare. Opere accolte con fischi e recensioni impietose, che col passare degli anni diventano veri e propri cult, amati da nuovi spettatori e rivalutati da quella stessa critica che inizialmente le aveva stroncati. È il destino di film scomodi, a volte troppo avanti per essere compresi nell’immediato. Tra questi, c’è un titolo che oggi è considerato fondamentale nel panorama del cinema americano degli anni ’90, eppure, al momento dell’uscita, fu un clamoroso flop: Fuoco cammina con me.
Diretto da David Lynch nel 1992, il film è il prequel della serie Twin Peaks, e racconta gli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer, la ragazza il cui omicidio dava inizio agli eventi della serie. Ma a differenza del tono investigativo e spesso ironico della serie madre, Fuoco cammina con me è un’opera cupa, disturbante, a tratti allucinata. Lynch abbandona qualsiasi compromesso narrativo per immergersi nei traumi psicologici di Laura, trasformando il film in un viaggio infernale nella mente e nell’anima della protagonista.
Al tempo, però, il pubblico non era pronto. I fan della serie rimasero spiazzati: si aspettavano risposte, chiarimenti, magari un epilogo — trovarono invece un film che andava indietro nel tempo per concentrarsi sul dolore, sugli abusi e sul progressivo annientamento di una ragazza. Alla presentazione al Festival di Cannes, quello che oggi è considerato un cult fu sonoramente fischiato, mentre negli Stati Uniti la critica lo definì “incomprensibile”, “sadico”, “pretenzioso”. Anche al botteghino fu un disastro: incassò meno di 5 milioni di dollari, a fronte di un budget più che doppio.
Eppure, già allora, alcuni cominciavano a intuire che dietro quella superficie respingente si nascondesse qualcosa di unico. Con gli anni, Fuoco cammina con me è stato lentamente riscoperto, e oggi viene considerato da molti come uno dei lavori più intensi di Lynch. La performance di Sheryl Lee nei panni di Laura Palmer è stata rivalutata come una delle più strazianti del decennio, mentre il film viene letto come una riflessione radicale sul trauma, sull’identità e sull’abuso familiare — temi che solo recentemente hanno trovato piena attenzione nel cinema mainstream.
Nel 2017, con il ritorno di Twin Peaks su Showtime, Fuoco cammina con me si è rivelato un tassello essenziale per comprendere l’intera visione lynchiana. Quello che nel 1992 sembrava un esperimento fallito, oggi è un cult imprescindibile. Un film che ha saputo trasformare la critica in riverenza e che continua ad affascinare chiunque sia disposto ad affrontarne l’oscurità.
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