Questo film italiano era troppo avanti per il 1987. E infatti lo abbiamo capito solo 30 anni dopo
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Questo film italiano era troppo avanti per il 1987. E infatti lo abbiamo capito solo 30 anni dopo

In molti forse non lo ricorderanno neppure, ma per certi versi ha anticipato temi e storie visti in molti film dei giorni nostri

Questo film italiano era troppo avanti per il 1987. E infatti lo abbiamo capito solo 30 anni dopo

In molti forse non lo ricorderanno neppure, ma per certi versi ha anticipato temi e storie visti in molti film dei giorni nostri

film italiano good morning babilonia

Nel cinema italiano, c’è un’opera unica e sottovalutata, una narrazione che fonde aspirazioni artigianali, sogno americano e pionierismo del cinema in modo luminoso e contemporaneo, ma spesso compresa solo in parte alla sua uscita. Il titolo esprime bene questo ritardo: Good Morning Babilonia dei fratelli Taviani era così avanti ai tempi che la sua grandezza è emersa pienamente solo decenni dopo.

La storia si apre in Toscana nel 1911, dove due fratelli, Nicola e Andrea Bonanno, artigiani specializzati nel restauro delle chiese, si trovano disoccupati e decidono di emigrare negli Stati Uniti in cerca di speranze. Dopo lavori umili, arrivano all’Esposizione Universale di San Francisco, dove la loro abilità cattura l’attenzione di D.W. Griffith: lavorano alle scenografie del suo kolossal Intolerance, costruendo monumentali elefanti babilonesi. Tra set cinematografici e amori con due comparse americane, vivono un sogno che termina tragicamente con la morte di Edna durante il parto: un evento che divide i fratelli. Durante la Prima Guerra Mondiale, le loro strade si separano e infine si ricongiungono davanti all’obiettivo di una cinepresa da campo che documenta il dolore e il sacrificio.

Uscito nel 1987, e presentato al Festival di Cannes fuori concorso, nonostante qualche premio Good Morning Babilonia non è stato particolarmente esaltato da critica e pubblico del tempo, ma merita di essere rivisto per diversi motivi: trasmette un amore sincero e artigianale per la nascita del cinema, costruito attraverso immagini poetiche e sequenze visive memorabili. La regia dei Taviani collega due mondi — l’Italia contadina e il cinema americano nascente — in modo sapiente, partendo da una prospettiva originale: quella di due emigranti che modellano l’immagine della modernità senza perderne le radici. Il rapporto tra arte e lavoro, sogno e disillusione, classicismo e modernità emerge con forza grazie a una scrittura visiva elegante e un montaggio che unisce meraviglia e riflessione, anni prima dei vari La La Land, Babylon e altri titoli simili.

Sul fronte dei commenti, IMDb raccoglie alcune testimonianze significative del pubblico. Un utente scrive: «Un dramma dei fratelli Taviani, le avventure a Hollywood divertono», evidenziando l’aspetto brillante del racconto. Un altro segnala: «Qualcosa di interessante da notare è l’orgoglio degli artigiani», a conferma del valore simbolico delle mani che costruiscono il cinema. E ancora: «Una storia di due fratelli, una qualità onirica che sfuma il confine tra realtà e finzione», cogliendo perfettamente il cuore poetico del film.

Anche se oggi è meno citato rispetto ad altre opere italiane di quegli anni, Good Morning Babilonia resta una delle riflessioni più acute e personali sul senso del cinema come costruzione collettiva e come memoria viva. Un film che forse era troppo avanti per il suo tempo, ma che oggi è pronto per essere capito fino in fondo.

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