Arrivato al cinema nel 2020, Possessor di Brandon Cronenberg è uno dei film sci-fi più avvincenti e interessanti degli ultimi dieci anni, ma non ha ottenuto il successo sperato al botteghino. Al momento del debutto al cinema, la pellicola è stata accompagnata da recensioni entusiaste da parte della critica (ad oggi, sull’aggregatore Rotten Tomatoes è presente il 94% di recensioni positive), ma non è riuscita ad attirare il pubblico, passando praticamente inosservata. Se però siete appassionati di fantascienza e thriller psicologico con qualche elemento horror, questa è davvero una visione da non perdere.
Il concept di Possessor è relativamente semplice e ruota attorno al personaggio di Tasya Vos (Andrea Riseborough), un’assassina in grado di prendere possesso dei corpi di altri individui per portare a termine le proprie missioni. Vos viene incaricata di uccidere il CEO John Parse (Sean Bean) e sua figlia Ava (Tuppence Middleton), assumendo le sembianze del fidanzato di quest’ultima, Colin (Christopher Abbott). Tuttavia, la killer inizia a scindersi tra le diverse personalità e lei e Colin cominciano a lottare per il controllo del corpo.
Questo film sci-fi è costruito attorno a una forte sensazione di tensione, che alberga nella doppia natura della protagonista. Fin dall’inizio, infatti, viene stabilito che il suo desiderio sia quello di prendersi un periodo di pausa per potersi dedicare a sé stessa e alla sua famiglia. Tuttavia, il suo capo non ama che Vos abbia legami umani, e vorrebbe che fosse totalmente dedicata al suo cruento mestiere. Inizialmente, lo spettatore potrebbe essere portato a immaginare un finale banale, con Vos che si affranca dal suo lavoro e riacquista finalmente la libertà. Ma Possessor è un film molto più cinico, e fino alla fine riesce a mantenere un senso di mistero attorno alla scelta della protagonista, caratterizzandola come una donna così leale nei confronti del suo sadico mestiere da essere disposta a perdere persino sé stessa. Inoltre, Cronenberg ha infuso la sua storia di elementi dark che piaceranno ai fan del genere horror. Le scene di morte, infatti, sono altamente violente e disturbanti, fino a sfociare talvolta nel body horror.
In conclusione, anche se non ha ottenuto lo stesso successo di altri sci-fi recenti, come Ex Machina, Inception e Arrival, si tratta sicuramente di un’opera da recuperare e che potremmo annoverare tra le più interessanti, intense e cervellotiche degli ultimi dieci anni. La sua narrazione dark e le sue tematiche da thriller psicologico sono sempre sorprendenti e la rendono una visione obbligata per tutti i fan del genere.
Fonte: Comicbook
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