Negli ultimi anni, i grandi film di fantascienza basati su storie originali sono diventati sempre più rari. In un’ecosistema dominato da sequel, remake e universi cinematografici, The Creator aveva quindi rappresentato una scommessa particolarmente ambiziosa. Arrivato nelle sale nel 2023, il film diretto da Gareth Edwards non è però riuscito a ottenere il successo commerciale sperato. A tre anni di distanza, il kolossal sci-fi sta vivendo una sorprendente seconda giovinezza grazie a Netflix, dove sembra finalmente aver trovato il pubblico che gli era mancato al cinema.
Ambientato in un futuro segnato da una devastante guerra tra gli esseri umani e l’intelligenza artificiale, il film segue Joshua, un ex agente delle forze speciali interpretato da John David Washington. L’uomo viene incaricato di rintracciare ed eliminare una misteriosa arma creata dalle intelligenze artificiali, apparentemente capace di cambiare le sorti del conflitto.
Quando riesce finalmente a trovarla, però, Joshua scopre che non si tratta di un dispositivo militare, ma di una bambina chiamata Alphie, interpretata da Madeleine Yuna Voyles. Quell’incontro lo costringe a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto, trasformando la sua missione in un viaggio attraverso un mondo futuristico devastato dalla guerra.
Joshua dovrà così decidere se rispettare gli ordini ricevuti oppure proteggere la creatura che potrebbe rappresentare l’unica speranza di porre fine allo scontro tra umanità e intelligenza artificiale. Accanto a John David Washington e Madeleine Yuna Voyles, il cast comprende Gemma Chan nel ruolo di Maya Fey, Ken Watanabe in quello di Harun, Sturgill Simpson nei panni di Drew e Allison Janney in quelli della colonnella Howell. Completano il gruppo Ralph Ineson, interprete del generale Andrews, e Marc Menchaca nel ruolo di McBride.
Nonostante l’ambizione del progetto e un comparto visivo particolarmente spettacolare, il film non riuscì a imporsi al box office. The Creator incassò circa 104,3 milioni di dollari nel mondo, di cui 40,8 milioni provenienti da Stati Uniti e Canada. Una cifra insufficiente per renderlo realmente redditizio, considerando anche le spese sostenute per la promozione. Il budget produttivo, tuttavia, era stato molto più contenuto rispetto a quanto le immagini del film potessero suggerire. La produzione sarebbe costata circa 80 milioni di dollari, una cifra relativamente bassa per un kolossal fantascientifico di queste dimensioni.
Gareth Edwards e la sua squadra riuscirono a contenere le spese adottando un metodo di lavorazione insolito. Molte sequenze furono infatti girate in location reali, aggiungendo soltanto in un secondo momento gli edifici, i veicoli e gli altri elementi futuristici attraverso gli effetti visivi. Una scelta che permise alla produzione di evitare la costruzione di enormi e costosi set cinematografici.
La risposta della critica fu più positiva rispetto a quella ottenuta nelle sale. Il film raggiunse il 67% di recensioni favorevoli su Rotten Tomatoes, ricevendo numerosi apprezzamenti per la fotografia, la costruzione del mondo narrativo e la qualità degli effetti speciali.
Più discussa, invece, fu la sceneggiatura, considerata da alcuni recensori troppo legata a dinamiche narrative già viste e poco approfondita nel modo di affrontare il complesso rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale. La spettacolarità delle immagini e l’ambizione dell’universo costruito da Edwards non furono quindi sufficienti a trasformare il progetto in un successo commerciale.
La nuova popolarità raggiunta su Netflix potrebbe però offrire a The Creator l’occasione di essere riscoperto e rivalutato. Il film si presenta ancora oggi come uno dei blockbuster originali visivamente più impressionanti degli ultimi anni e, grazie alla sua presenza sulla piattaforma, sembra finalmente aver trovato l’attenzione che non era riuscito a conquistare durante la distribuzione cinematografica.
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