Questo nuovo sci-fi di Netflix è il punto d'incontro tra Predator e Squid Game
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Questo nuovo sci-fi di Netflix è il punto d’incontro tra Predator e Squid Game

È appena arrivato sulla piattaforma ed è impossibile non notare le similitudini con questi due titoli

Questo nuovo sci-fi di Netflix è il punto d’incontro tra Predator e Squid Game

È appena arrivato sulla piattaforma ed è impossibile non notare le similitudini con questi due titoli

immagine dal film netflix war machine

Su Netflix è arrivato un film che prova a unire due mondi apparentemente lontani, quello del survival fantascientifico alla Predator e quello della competizione spietata in stile Squid Game. Succede con War Machine, nuovo action sci-fi diretto da Patrick Hughes e disponibile in catalogo dal 6 marzo 2026, un titolo che parte da coordinate molto riconoscibili e le riassembla dentro un racconto di addestramento militare, trauma personale e scontro con una minaccia aliena.

La premessa è quella di un’ultima, durissima missione durante l’addestramento degli Army Ranger: un geniere militare si ritrova a guidare la sua unità quando l’esercitazione si trasforma in un incubo reale, con l’arrivo di una gigantesca macchina omicida di origine extraterrestre. Al centro c’è Alan Ritchson, che interpreta il soldato noto solo come 81, affiancato da Dennis Quaid, Stephan James, Jai Courtney, Esai Morales, Blake Richardson, Keiynan Lonsdale e Daniel Webber. Il dettaglio più curioso, e anche uno di quelli che danno al film una sua identità immediata, è proprio questo: quasi tutti i personaggi vengono identificati soprattutto con un numero, scelta che accentua l’idea di un gruppo spinto al limite, quasi ridotto a funzione dentro una prova di sopravvivenza.

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Da qui nasce il doppio richiamo che rende War Machine piuttosto facile da raccontare. Da una parte c’è Predator, perché il film mette in scena militari in ambiente boschivo alle prese con un nemico che li caccia uno dopo l’altro, salvo sostituire il classico alieno-organismo con una creatura metallica letale. Dall’altra parte affiora Squid Game, non tanto per una somiglianza narrativa diretta, quanto per il modo in cui i personaggi vengono quasi spogliati del nome, eliminati progressivamente e definiti da ferite private che emergono via via.

Il problema è che il risultato non è davvero eccelso. Le recensioni aggregate sono dignitose ma lontane dall’entusiasmo: Rotten Tomatoes lo segnala con un consenso positivo ma non travolgente, mentre Metacritic lo colloca in una fascia media, quella dei film accolti come intrattenimento funzionante ma non memorabile. In più commenti torna l’idea di un action derivativo, muscolare, costruito più sull’impatto che sulla profondità, e in questo senso viene naturale pensare a una sorta di Battleship con meno mezzi e più istinto da B-movie. A tenere in piedi l’operazione sono soprattutto le larghe spalle di Alan Ritchson, presenza fisica perfetta per un film che vuole essere prima di tutto concreto, rumoroso e immediato.

Alla fine War Machine sembra esattamente il tipo di prodotto che può piacere a chi cerca un po’ di azione sci-fi senza grandi pretese. Non reinventa nulla, non ha l’ambizione del grande cinema di genere e ragiona in modo molto evidente su pulsioni, riferimenti e target, cercando di tenere insieme l’ansia competitiva, il trauma dei personaggi e il fascino sempreverde della caccia nella foresta. Però il suo punto di incontro tra Predator e Squid Game è abbastanza chiaro da renderlo subito riconoscibile, ed è probabilmente proprio lì che Netflix ha individuato la sua formula più semplice e più spendibile.

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