L’universo di The Walking Dead sembra non conoscere mai una vera fine. Dal fumetto originale di Robert Kirkman, pubblicato per la prima volta nel 2003, il franchise è cresciuto fino a diventare un colosso della cultura pop, con dodici stagioni della serie madre, sette spin-off, videogiochi, webisodi e nuove produzioni in arrivo. Alcuni titoli, come The Ones Who Live o Daryl Dixon, hanno catalizzato l’attenzione dei fan riportando in scena i personaggi più amati. Ma non tutti gli esperimenti hanno ricevuto lo stesso trattamento: tra i progetti più sottovalutati c’è infatti Tales of the Walking Dead, una serie che meriterebbe assolutamente una seconda possibilità.
Lanciata nell’agosto 2022 come miniserie antologica, Tales of the Walking Dead nasceva con un obiettivo chiaro: esplorare nuove storie ambientate nello stesso universo, senza l’obbligo di seguire un’unica trama orizzontale. Ogni episodio era presentato come autosufficiente, permettendo sia ai veterani della saga che ai neofiti di godersi la narrazione senza dover recuperare centinaia di puntate. Una formula che apriva scenari creativi quasi infiniti, e che avrebbe potuto rendere la serie un laboratorio sperimentale per tutto il franchise.
Il primo ciclo di sei episodi ha mostrato bene questo potenziale. Nel cast sono apparsi volti noti del cinema e della TV come Terry Crews (Brooklyn Nine-Nine), Parker Posey (The White Lotus), Jessie T. Usher (The Boys), Daniella Pineda (Jurassic World) e Danny Ramirez (Top Gun: Maverick). Ma il vero punto di forza stava nel modo in cui ogni puntata sperimentava con i generi: non solo horror e dramma, ma anche commedia da road trip, murder mystery e perfino fantascienza con episodi incentrati sui viaggi nel tempo e loop temporali in stile Ricomincio da capo.
Altro elemento che rendeva la serie speciale era la possibilità di riportare in scena personaggi del passato, raccontando le loro origini o colmando buchi di trama lasciati in sospeso. È il caso dell’episodio dedicato ad Alpha (Samantha Morton) e alla figlia Lydia prima della nascita dei Sussurratori, ma le possibilità erano pressoché infinite: flashback su Glenn, Tyreese e Sasha, il ritorno di figure come il dottor Jenner del CDC, o persino l’arrivo della Clementine dei videogiochi Telltale. Un’occasione preziosa per legare insieme le varie anime del franchise e ampliarne ulteriormente la mitologia.
Nonostante un buon riscontro di critica — Tales of the Walking Dead ha ottenuto un 74% su Rotten Tomatoes — lo show si è fermato dopo la prima stagione. Nel 2023 AMC annunciò un possibile sequel intitolato More Tales from the Walking Dead Universe, ma da allora tutto è rimasto fermo. Solo di recente, in un’intervista, lo showrunner Scott Gimple ha dichiarato di essere “determinato” a riportare in vita la serie, spiegando che il progetto è «più difficile da realizzare per la varietà degli episodi», ma allo stesso tempo «uno dei più semplici da rilanciare, perché non dipende da cliffhanger o trame interrotte».
In un momento in cui lo zombie-verse di AMC è più vivo che mai, Tales of the Walking Dead potrebbe essere la chiave per dare nuova linfa al franchise. Non solo per soddisfare la nostalgia dei fan storici, ma anche per sperimentare linguaggi e generi, aprendo la strada a storie che la serie madre non ha mai avuto la libertà di raccontare.
Se mai avrà davvero una seconda chance, Tales potrebbe rivelarsi lo spin-off più coraggioso e innovativo dell’intero universo di The Walking Dead.
Leggi anche: The Walking Dead, il nuovo spin-off ha sorpreso tutti con un episodio che cambia le regole del gioco
Fonte: MovieWeb
© RIPRODUZIONE RISERVATA