Vi piacciono i misteri classici, in stile Agatha Christie, ma con un tocco di elegante follia alla Alfred Hitchcock? Su Netflix c’è un film thriller crime che fa esattamente al caso vostro e che metterà alla prova anche i più incalliti frequentatori del genere. Si tratta di Contrattempo (2016), noto anche con il titolo internazionale di The Invisible Guest e diretto dal regista spagnolo Oriol Paulo.
La storia è quella di Adrián Doria (Mario Casas), un businessman di successo che viene accusato di aver ucciso la sua amante Laura. L’uomo si dichiara innocente e sostiene di essere stato incastrato. Nelle poche ore che lo separano dal processo, dovrà ripercorrere insieme alla sua avvocata, Virginia Goodman (Ana Wagener) tutto ciò che è successo durante la notte in cui è stato commesso il crimine. Dai racconti di Adrián, però, emergono particolari e retroscena inaspettati che mettono in dubbio ogni cosa.
Sembrerebbe un classico “whodunnit”, ma fin dal primo momento Contrattempo mette le cose in chiaro allo spettatore: questo è un vero e proprio puzzle, un intrico di bugie, contraddizioni e colpi di scena inaspettati che a ogni passo riscrivono interamente la storia. Il protagonista, infatti, racconta cosa sarebbe successo durante la notte del delitto, ma ogni nuova informazione mette in discussione tutto, trasformando quelli che lo spettatore dava per fatti certi in ipotesi traballanti o addirittura in menzogne. Ogni svolta narrativa cambia completamente la prospettiva e genera nuove domande, costringendo chi guarda a prestare attenzione e a rivedere continuamente le proprie teorie.
Prima ancora di arrivare a decifrare il mistero, però, questo thriller ci chiede di comprendere quale personaggio stia dicendo la verità. Uno degli aspetti più affascinanti di Contrattempo, infatti, è il modo in cui la sceneggiatura gioca con la moralità dei personaggi, a cominciare da Adrian e Laura, le cui scelte portano a una serie di conseguenze moralmente dubbie, attirando in una rete di bugie anche tutti i personaggi che ruotano attorno alla coppia. In tutto questo, lo spettatore sarebbe portato a individuare come “bussola morale” l’avvocata Virginia Goodman, che dovrebbe rappresentare la legge e la ricerca della verità. Tuttavia, piano piano diventa chiaro che anche lei si muove in una zona grigia e che sta cercando di manipolare Adrian o di farlo cadere in tranelli psicologici molto poco professionali pur di portarlo a vuotare il sacco.
Contrattempo è un thriller contemporaneo che, a partire dalle convenzioni del mystery classico, adatta il suo storytelling alla complessità del pubblico moderno, con una narrazione veloce e che non scade mai nel prevedibile. Invece che permettere allo spettatore di seguire la storia nel suo svolgersi, empatizzando con il personaggio considerato nel giusto, il film mescola le prospettive dei diversi narratori, ne mette in dubbio la credibilità e moltiplica ancora di più la confusione alternando diverse linee temporali, flashback, versioni alternative e ripensamenti. Probabilmente vi occorrerà una seconda visione per capirlo davvero, ma ne varrà la pena.
Foto: Netflix
Fonte: Collider
