Questo thriller ha tutto ciò che amiamo di Criminal Minds… ma è uscito 3 anni prima!
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Questo thriller ha tutto ciò che amiamo di Criminal Minds… ma è uscito 3 anni prima!

Un'altra serie aveva già messo a punto suspense, squadra e casi mozzafiato: oggi vale la pena recuperarla, se siete fan del crime thriller

Questo thriller ha tutto ciò che amiamo di Criminal Minds… ma è uscito 3 anni prima!

Un'altra serie aveva già messo a punto suspense, squadra e casi mozzafiato: oggi vale la pena recuperarla, se siete fan del crime thriller

poster di criminal minds

Da quando ha debuttato nel 2005, Criminal Minds ha praticamente fatto scuola: un procedurale capace di unire casi ad alta tensione, una squadra affiatata (e piena di crepe), e quell’equilibrio raro tra ritmo da “un caso a puntata” e storyline personali che crescono nel tempo. Non sorprende che, negli anni, moltissime serie abbiano provato a imitarne la formula. Eppure ce n’è una che, a ben guardare, aveva già anticipato molte delle cose che amiamo di più di Criminal Minds… ed è arrivata tre anni prima.

Si tratta di Senza traccia (Without a Trace), serie CBS partita nel 2002 e andata avanti per sette stagioni e 160 episodi, ambientata a New York e centrata su un’unità dell’FBI specializzata in persone scomparse. L’idea è semplice e potentissima: ogni puntata segue una sparizione e una corsa contro il tempo, ricostruendo le ultime ore della persona svanita nel nulla attraverso indizi, testimonianze e scelte spesso dolorose. Il cuore, però, non è solo il “mistero” da risolvere: come accade nel miglior Criminal Minds, la serie lavora sul doppio binario del caso e dei personaggi, mostrando come il lavoro si infili nella vita privata e viceversa.

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A guidare la squadra c’è Jack Malone (Anthony LaPaglia), capo severo e consumato, circondato da colleghi con sensibilità diverse e un bagaglio emotivo che non resta mai sullo sfondo: Samantha “Sam” Spade (Poppy Montgomery), Vivian Johnson (Marianne Jean-Baptiste), Danny Taylor (Enrique Murciano), Martin Fitzgerald (Eric Close) ed Elena Delgado (Roselyn Sánchez, introdotta più avanti). Il risultato è una dinamica di gruppo che regge sia la tensione dell’indagine sia le frizioni interne, con relazioni, traumi e compromessi che tornano a galla nei momenti meno opportuni.

Quello che rende Senza traccia un vero “prototipo” della serialità crime moderna è anche la sua struttura: casi chiusi in un episodio, ma con archi narrativi che attraversano le stagioni, alzando continuamente la posta in gioco. In più, la serie ha scelto una strada particolarmente incisiva sul piano emotivo e civile: nella maggior parte degli episodi, in chiusura, comparivano informazioni su persone scomparse reali, trasformando la tensione televisiva in un promemoria concreto di quanto quel tipo di tragedia esista fuori dallo schermo.

E poi ci sono i riconoscimenti: tra gli altri, la serie ha conquistato Emmy per la guest star Charles S. Dutton e per l’art direction, oltre a portarsi a casa un Golden Globe per LaPaglia. In piena era d’oro dei crossover, non è mancata nemmeno una collaborazione con CSI, segno di quanto fosse centrale nel panorama CBS di quegli anni. Se avete già divorato Criminal Minds e vi manca quella combinazione di suspense, lavoro di squadra e umanità ferita, Senza traccia è un recupero quasi obbligato e potete vederla su Prime Video: non una copia, ma una serie che la formula l’aveva già capita.

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