Questo thriller su Netflix è tra i preferiti di Hideo Kojima (e ora sta conquistando proprio tutti)
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Questo thriller su Netflix è tra i preferiti di Hideo Kojima (e ora sta conquistando proprio tutti)

Sempre più spettatori stanno scoprendo questo titolo, sostenuto anche da uno dei nomi più autorevoli del panorama creativo contemporaneo

Questo thriller su Netflix è tra i preferiti di Hideo Kojima (e ora sta conquistando proprio tutti)

Sempre più spettatori stanno scoprendo questo titolo, sostenuto anche da uno dei nomi più autorevoli del panorama creativo contemporaneo

Hideo Kojima al Lucca Comics & Games

C’è un thriller che, nel giro di pochi giorni, è riuscito a imporsi tra i titoli più visti su Netflix, attirando l’attenzione del pubblico internazionale. A contribuire alla sua crescente popolarità è stato anche il sostegno di Hideo Kojima, che lo ha inserito tra i suoi film preferiti dello scorso anno, dando ulteriore visibilità a un’opera già capace di distinguersi per originalità e tensione narrativa.

La piattaforma, ormai sempre più attenta alla valorizzazione di produzioni internazionali, si conferma ancora una volta un luogo privilegiato per la scoperta di titoli fuori dai circuiti più mainstream. È proprio in questo contesto che si inserisce Suzuki=Bakudan, thriller giapponese che ha rapidamente scalato le classifiche, entrando nella Top 10 dei film non in lingua inglese più visti e totalizzando circa 2,8 milioni di visualizzazioni nella sua prima settimana.

Al centro della storia c’è Tagosaku Suzuki, un uomo disoccupato di mezza età fermato dalla polizia con l’accusa di aggressione. Durante l’interrogatorio, però, la situazione prende una piega inaspettata: l’uomo afferma di possedere poteri psichici e prevede un’imminente esplosione a Tokyo. Quando la sua previsione si rivela corretta, le autorità si trovano costrette a riconsiderare il caso, mentre la tensione cresce di ora in ora e nuove esplosioni sembrano inevitabili.

Il film, tratto dal romanzo omonimo di Katsuhiro Go e uscito originariamente nel 2025, costruisce la sua forza proprio su questo meccanismo: un racconto serrato che gioca costantemente sul confine tra verità e follia, mantenendo lo spettatore in uno stato di continua incertezza. L’interrogatorio diventa così il cuore pulsante della narrazione, trasformandosi progressivamente in un confronto psicologico sempre più estremo.

A colpire è soprattutto la performance di Jiro Sato, che dà vita a un protagonista imprevedibile, disturbante e magnetico. Il suo personaggio non segue mai una traiettoria lineare, ma si muove tra provocazione e caos, mettendo a dura prova chi lo circonda e, allo stesso tempo, chi guarda. Non a caso, alcuni spettatori hanno accostato il film a Seven di David Fincher, pur sottolineando come l’opera giapponese scelga una strada più teatrale e meno controllata.

Le reazioni online confermano il crescente entusiasmo: tra recensioni positive e commenti sui social, molti spettatori parlano di un thriller capace di tenere incollati allo schermo dall’inizio alla fine, lodandone in particolare la tensione e la costruzione narrativa. C’è anche chi, dopo aver letto il romanzo originale, ha apprezzato il modo in cui il film riesce a restituirne le atmosfere, pur mantenendo una propria identità.

Insomma, partendo da una distribuzione più limitata, Suzuki=Bakudan sta ora vivendo una seconda vita grazie a Netflix, trasformandosi in un piccolo caso tra gli appassionati del genere. Il fatto che una figura come Kojima lo abbia già indicato tra i suoi preferiti non fa che rafforzare la curiosità attorno a un film che, almeno per il momento, sembra avere tutte le carte in regola per continuare a far parlare di sé.

Foto: Rosdiana Ciaravolo / Getty Images

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