Lei appare sull schermo solo sei minuti, ma la ormai famigerata mamma-grizzly che sfigura e ferisce l’esploratore Hugh Glass, interpretato da Leonardo DiCaprio in Revenant (qui la recensione), si è ormai guadagnata il titolo di star tra le più chiacchierate dell’anno. Chi non parla di quella scena? Chi non è rimasto impressionato? Tanto che a un certo punto si è diffuso a macchia d’olio il meme con l’orso vincitore dell’Oscar al posto di DiCaprio, ma veniamo alla realizzazione della scena.

Alejandro Iñarritu si era rifiutato di parlare di come ha girato la scena dell’attacco dell’orso, preferendo tenere il mistero, così come aveva fatto due anni fa quando aveva deciso di non raccontare come era riuscito a far sembrare Birdman girato come un unico lunghissimo piano sequenza (scelta che alla fine ha spiegato). Ma dopo che Revenant ha guadagnato 253 milioni di dollari nel mondo e ha vinto ben tre premi agli annuali VFX Awards, i premi dedicati agli effetti speciali, il supervisore dei VFX del film Rich McBride della Industrial Light & Magic ha rotto il muro del silenzio, dichiarand: «È un film molto da effetti speciali che non volevamo sembrasse un film da effetti speciali».

L’orso, che è stato creato in Computer Graphic, è stato ispirato da Coola e Grinder, due grizzly che vivono nel santuario selvaggio Grouse Mountain di Vancouver e che McBride ha fotografato. Dopo che l’animale è stata creato al computer, è stato animato a mano. Un software della ILM è stato utilizzato per «creare il movimento stesso, così come le sfumature del movimento della pelliccia, della carne e dei muscoli, cercando di rendere tutto intergrato con la luce naturale» ha detto il tecnico. La scena d’azione è stata girata in tre/quattro giorni in una foresta vicino al fiume Squamish nella British Columbia. DiCaprio ha interpretato quasi tutta la sequenza da solo, tranne quando rotola giù dalla collina, scena in cui è stato sostituito dallo stunt Glenn Ennis (che ha raccontato di “come ha azzannato DiCaprio”), che indossava una tuta blu mentre recitava quelle porzioni della scena in cui l’orso sovrastava l’uomo e cadeva.

Come in Birdman, McBride ha spiegato che si trattava di riprese molto lunghe, che con l’editing e il montaggio, apparivano come una ripresa unica. Per mescolare l’orso in CGI con la scena live action, il team degli effetti speciali ha utilizzato elementi come il muschio in CG, «per connettere l’orsa alla terra, creando quel punto di contatto dove lei cammina, creando frizione con qualcosa. Delle volte il movimento si crea con quel piccolo fogliame con cui lei entra in interazione».

La tecnica mista è stata ammiratissima dagli esperti del settore, tanto che due giorni fa Revenant si è aggiudicato tre premi ai VFX Awards di Los Angeles, di cui uno alla miglior performance animata andata all’orso e uno per il miglior composit, assegnato alla scena dell’attacco dell’orso. Grrrrrrrr!

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