Ecco un estratto dell’approfondimento pubblicato su Best Movie di luglio:
«Quando capisci che hai le carte giuste in mano, tutto è possibile». È il credo del fascinoso Eric (Lannick Gauntry), protagonista della commedia romantica d’Oltralpe Se sposti un posto a tavola, diretta da una promettente esordiente, Christelle Raynal, ex pubblicitaria di grido che ha abbracciato la Settima Arte. Ma è anche l’intuizione che sta guidando l’intero cinema francese da qualche anno a questa parte. Tra il 2008 e il 2011 i nostri cugini hanno tirato fuori gli artigli, aprendosi la strada per una nuova e lunga onda di successi internazionali a suon di premi (i cinque Oscar di The Artist), box office record (gli oltre 426 milioni di dollari incassati nel mondo da Quasi amici), star pronte a solcare i red carpet di Hollywood (il badante di colore del film di Olivier Nakache ed Eric Toledano, l’Eddie Murphy francese Omar Sy, è stato ingaggiato nel cinecomic 2014 X-Men: Days of Future Past, incarnando con la sua ascesa questa fervida fase del cinema del suo Paese), remake blockbuster (Giù al Nord in Italia si è trasformato nei campioni d’incassi Benvenuti al Sud e sequel), e autori “adottati” sempre più in voga (Valeria Bruni Tedeschi ha trovato in Francia la strada per Un castello in Italia). Un’accoglienza che affonda le sue radici in un sapiente mix di talenti artistici, coraggio e intraprendenza. Se, infatti, la cinematografia francese ha recentemente dimostrato di padroneggiare generi diversi, dal buddy movie d’azione Due agenti molto speciali di David Charhon al terzo film del brillante duo Nakache/Toledano, Troppo amici, fino ai drammi festivalieri Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard e La vie d’Adèle di Abdellatif Kechiche, Palma d’oro a Cannes 2013, è soprattutto nella commedia e nella declinazione della dramedy che si sta imponendo al botteghino domestico e internazionale, grazie a un talento che sembra mancare dalle nostre parti: la capacità di sdoganare la risata, con garbo e ironia, anche di fronte alla tragedia. Ottenendo consensi pure in Italia (vedi negli ultimi anni: Chef, Il mio migliore incubo, Travolti dalla cicogna, Cena tra amici e così via). Coivolgendo anche insospettabili come Luc “Léon” Besson a tuffarsi nel genere (in post-produzione c’è il suo The Family su una famiglia mafiosa americana, capeggiata da Robert De Niro e Michelle Pfeiffer, finita in Normandia per il programma protezione testimoni). E ridestando l’interesse di Hollywood: se tra gli autori più “copiati” in passato c’è Francis Veber, con i remake Usa The Closet e A cena con un cretino, ora c’è grande attesa per il rifacimento di Quasi amici, che dovrebbe vedere Colin Firth nei panni del tetraplegico indossati da François Cluzet, ormai re delle commedie amare d’Oltralpe (è stato anche protagonista dell’acclamato Piccole bugie tra amici, insieme alle co-star Marion Cotillard e Jean “The Artist” Dujardin, ora sul set del nuovo film di George Clooney, Monuments Men). […]
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