La Fondazione Cinema per Roma e il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo hanno organizzato (su gentile concessione di HBO e Sky Arte HD) l’anteprima del documentario diretto da Perri Peltz e Geeta Gandbhir, Remembering the Artist Robert De Niro, Sr.

Artista di successo, Robert De Niro Sr. non ha mai raggiunto gli apici di notorietà che meritava. Grazie alla lettura delle pagine del diario e la presentazione sue opere, lo spettatore ripercorre la vita del pittore strettamente intreccita a quella del figlio, una delle più grandi stelle di Hollywood dei nostri tempi.

L’opera andrà in onda il 28 dicembre su Sky Arte, ma la prima europea si è tenuta a Roma.
Il motivo per cui Mr. De Niro Jr. ha scelto la Capitale per mostrare in anteprima il documentario sulla vita di suo padre? Ce lo spiega lui stesso: “Roma è una grande città e l’Italia una grande nazione, quale altra miglior ragione per fare qui l’anteprima europea?”.
Intervenuto in conferenza stampa, ecco cosa si ha raccontato:

Come mai ha scelto di narrare la vita di suo padre in un documentario?

Robert De Niro: L’ho fatto sicuramente per onorare la sua memoria, sentivo che era necessario farlo, per lui, e per portare avanti l’eredità della sua memoria nei confronti dei miei figli e dei loro figli, affinché i miei nipoti potessero vedere e farsi un’idea di quello che il nonno e il bisnonno era stato in grado di fare. Lo sento come un dovere, obbligo, qualcosa che in un certo senso devo a lui e a mia madre.

Che idea si è fatto della carriera di suo padre e del suo successo dal retrogusto un po’ amaro?

RDN: Era anche il periodo in cui lavorava, non faceva parte del movimento in moda quegli anni, era nel momento sbagliato bel posto sbagliato. Sono  tanti gli elementi che ti portano a non avere successo, si può essere grandi come artisti ma poi un certo tipo di riconoscimento che non ti arriva, ma lui lo ha ottenuto comunque a livello nazionale e internazionale, ma non al livello che pensava di meritare e meritava.

E’ mai stato tentato dalle arti figurative?

RDN: No, non proprio, non mi è mai interessato, non ho mai avuto grande interesse per la pittura, ma mi sarebbe piaciuto.

I diari di suo padre li ha ricevuti da lui o li ha trovati per caso?

RDN: Dopo che è morto ho cercato di sistemare il suo studio con i miei collaboratori, che hanno archiviato tutto quello che c’era li. Non li ho ancora letti, ma li leggerò, quando il momento sarà giusto. Ho solo letto l’estratto che avete visto nel video.

Che rapporto aveva suo padre con la sua carriera d’attore?

RDN: Non diceva molto da quello che mi ricordo, forse lo diceva più agli altri, non direttamente a me, non facevamo grandi discussioni a riguardo, ma questo valeva anche per me della sua arte non è che dicessi tante cose.

Ha mai messo qualcosa di tuo padre nei ruoli che hai interpretato?

RDN: Devi sempre usare un po’ della tua esperienza e la devi inserire nei personaggi che interpreti, li personalizzi. Sicuramente ho attinto dalla mia vita e dalle mie esperienze personali. Generalmente ogni attore lo fa, almeno la maggior parte.

E’ stato influenzato artisticamente dalla sua famiglia?

RDN: credo che qualche forma d’influenza l’abbia avuta l’essere cresciuto in una famiglia di artisti.I miei genitori sono venuti a New York per trovare e esprimere se stessi, e io sono stato il loro prodotto. Questo sicuramente ha avuto un’influenza e mi ha aiutato, quando gli ho detto che volevo fare l’attore non mi hanno scoraggiato o dissuaso dal farlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA