Un rapporto padre figlio tormentato quello fra Hank Palmer (Robert Downey JR) e suo padre, il giudice Palmer (Robert Duvall) fin quando i due non si troveranno uniti in tribunale, il figlio, avvocato, in difesa del padre dalle accuse di tentato omicidio. Un family drama più che un legal drama quello diretto da David Dobkin, presente insieme al resto del cast durante l’anteprima internazionale tenutasi oggi a Roma. Ecco cosa ci hanno raccontato i protagonisti di The Judge:

Come vi siete preparati (fuori dal set) per costruire il rapporto padre-figlio (sul set)?

Robert Duvall: ci siamo conosciuti, mangiavamo insieme, abbiamo fatto le prove ed è cresciuta la fiducia fra di noi, e così ogni giorno, ti prepari il lavoro ma con questi professionisti è facile lavorare

Robert Downey Jr: Conoscere Robert Duvall significa andare a pranzo e cena tante volte con Robert Duvall, lui si che conosce la buona cucina!

Che rapporto avevi con tuo padre? Anche lui nel mondo di Hollywood essendo un regista e sceneggiatore. E’ vero che una volta gli hai chiesto due dollari e lui non te li ha dati?

RDJ Era uno stronzo, vuoi sapere quanto è stato stronzo mio padre? Ho avuto si un rapporto conflittuale ma chi non ce l’ha, però succede anche che se non dai a tuo figlio due dollari magari da grande ti organizza un tributo! (in programma a Novembre ad Hollywood nda)

Che cosa vi spinge a scegliere un copione?

RD Di sicuro il personaggio, poi ovviamente anche di che cosa parla il film, con chi devi lavorare ma la scelta inziale verte sul personaggio, su quanto è diverso da altre cose che hai già fatto.

Dato che entrambi siete genitori e figli c’è un errore che bisogna non fare e cosa invece occorre fare fare per salvare i rapporti incrinati?

RD credo sia una cosa individuale, è molto difficile, in tutto il mondo, è il rapporto più complesso,  perché non si può fare a meno della famiglia.  

Dopo tanti eroi e supereroi non è liberatorio interpretare un uomo imperfetto come Hank?

RDJ liberatorio è stato tornare a sviluppare i personaggi, svilupparne le storie. La nostra non è qualcosa applicabile solo all’Indiana, volevamo dargli un respiro internazionale, una storia che potesse essere compresa e vissuta nello stesso modo anche in Europa, e fuori dagli States in generale.

Perché ha aperto una casa di produzione con sua moglie e quali progetti avete in futuro

RDJ Mi piace mia moglie, e ci piace lavorare insieme a proposte interessanti, per il momento stiamo lavorando alla sceneggiatura di Pinocchio, una storia italiana con uno spirito e attori americani, e ci piacerebbe tornare a girare in Italia

Che tipi di padri siete?

RD Io non ho figli ma da patrigno ho provato a fare il massimo

RDJ sono abbastanza simpatico faccio il bagno con le bolle e i giocattoli!

A vent’anni dalla scomparsa di Massimo Troisi qual è il suo ricordo visto che avete condiviso il set di Hotel Colonial?  

RD ll film fu terribile ma la fotografia eccezionale, mi ricordo che abbiamo girato in Messico, dove il cibo non è così buono, e ricordo che Massimo aveva un senso dell’umorismo affascinante, abbiamo passato dei bei momenti insieme e giocavamo anche a calcio, sport che adoro, e discutevamo se Maradona fosse meglio di Pelè! 

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