Non solo con Arnold Schwarzenegger. Durante il periodo delle riprese di Rocky IV, Sylvester Stallone ha avuto momenti di tensione anche con un altro celebre rivale: Dolph Lundgren, che nel film interpretava il temibile e glaciale Ivan Drago, campione sovietico, detentore della medaglia olimpica e sfidante del grande Rocky Balboa.
Il duello tra i due pugili è uno dei più emblematici della storia del cinema, e tutti sanno che si è protratto anche dietro le quinte. Lo stesso Stallone ha descritto la sua avversione per la forma fisica «perfetta» e per l’intelligenza del collega, ingegnere chimico laureato al MIT, scelto tra oltre 5000 aspiranti protagonisti. Stando ai due attori, la situazione è migliorata durante le riprese, e l’antipatia iniziale si è trasformata presto in un buon cameratismo; tuttavia, voci di corridoio riportano che i loro battibecchi siano andati avanti molto a lungo, coinvolgendo anche il set di I mercenari (per non parlare di quando Lundgren è tornato a recitare in Creed senza di lui).
Ad alimentare questa rivalità c’è anche il famoso episodio, avvenuto durante le riprese di Rocky IV, quando un fortissimo pugno di Lundgren avrebbe quasi mandato Sylvester Stallone a – parole sue – «parlare con gli angeli», causandogli problemi cardiaci.
«Mi ha polverizzato – ha ricordato nel suo documentario Netflix, intitolato Sly -. Qualche ora dopo, il mio cuore ha iniziato a gonfiarsi e la mia pressione è salita a 260. Hanno temuto che finissi a parlare con gli angeli. Non ricordo più nulla, se non che mi sono ritrovato in terapia intensiva circondato da suore». Secondo la ricostruzione di The Hollywood Reporter, durante la celebre sequenza del combattimento, Stallone avrebbe ripetutamente intimato al collega di non seguire la coreografia prestabilita, ma di provare a colpirlo con forza per rendere il tutto più realistico. In un’intervista risalente al 2022, Lundgren ha dichiarato invece di non avere grande memoria dell’incidente: «Se lui continua a parlarne, evidentemente è successo. Mi ricordo che è andato all’ospedale, ma non so se è stato il mio pugno oppure il fatto che fosse sfinito dalla stanchezza di dover fare da regista, attore e sceneggiatore. Abbiamo girato quel combattimento in due o tre settimane, per otto-dodici ore al giorno, quindi si trattava di centinaia di pugni. Se non vai a segno realmente, in camera sembra un po’ fake, ma questo non significa che ci si colpiva con l’intenzione di farsi del male».
Per fortuna, l’incidente non ha avuto conseguenze a lungo termine: dopo l’osservazione in ospedale, le condizioni di Sylvester Stallone si sono stabilizzate e tutto si è risolto per il meglio. I medici hanno diagnosticato all’attore una contusione della sacca del pericardio, che avviene quando il cuore colpisce il petto. Una condizione rara, che solitamente si manifesta dopo una potente collisione, come un incidente d’auto particolarmente violento. «In effetti, è come se mi avesse colpito un tir – ha scherzato la star di Rocky -. Ho imparato la lezione!».
Fonte: Esquire
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