L’anteprima dedicata al Festival di Roma 2012 è pubblicata su Best Movie di novembre. Ecco una preview:

Dopo mesi passati a interrogarsi sul nuovo misterioso profilo della settima edizione della manifestazione capitolina, che avrà come madrina Claudia Pandolfi e si terrà dal 9 al 17 novembre – la prima sotto l’egida di Marco Müller –, in termini di faida con Venezia, di sgambetti politici, di investiture da parti di governatrici destituite (Polverini) che pesano come il peccato originale, è giunto il momento di valutare il programma messo in piedi dall’uscente direttore artistico di Venezia assoldato dal Festival di Roma, in termini di cinema vero. Pochi i mesi a disposizione del neoeletto (quattro in totale) per dare vita a una kermesse autorevole e tempestata di stelle. Ma i roboanti proclami lanciati prima della conferenza stampa ufficiale con annesse garanzie solenni (60 anteprime mondiali) stridono profondamente con le giustificazioni non richieste al momento della conferenza stampa ufficiale: «Non abbiamo potuto sviluppare i presupposti per una selezione ideale». Le 60 anteprime di fatto ci sono, ma il calibro delle pellicole non è certo quello promesso al momento dell’investitura. Guardiamole da vicino.

UN PROGRAMMA DI NICCHIA

Molte le opere prime e seconde, che fanno assimilare Roma più al Locarno dei tempi in cui Müller lo dirigeva piuttosto che al festival d’appeal internazionale che ci aveva promesso. Niente Lincoln, nessuna preview de Lo Hobbit, neppure il ravvicinatissimo Skyfall. Tra i nomi in gara (tredici opere in concorso a cui andranno sommate due proiezioni a sorpresa) molti nomi di giovani autori dal buon pedigree e qualche maestro come Takashi Miike, che torna all’horror feroce delle origini con Aku No Kyoten (Lesson of Evil). A sorpresa, neppure un cinese (passione conclamata di Müller): gli Stati Uniti schierano Roman Coppola (figlio di Francis, sceneggiatore fedele di Wes Anderson e collaboratore della sorella Sofia) con A Glimpse Inside the Mind of Charlie Swan III interpretato dagli immancabili Bill Murray e Jason Schwartzman; l’esordio alla regia di due produttori come Gabriel e Alan Polsky (Il cattivo Tenente di Werner Herzog) con The Motel Life, interpretato da Dakota Fanning ed Emile Hirsch; e se a Venezia a dare scandalo ci ha pensato lo Spring Breakers di Harmony Korine, a Roma è prevista la presenza del suo mentore Larry Clarke che con Marfa Girl torna alle derive adolescenziali a lui tanto care. Per quanto riguarda l’Europa (e dintorni) promettente la presenza di Valerie Donzelli, dopo l’apprezzato La guerra è dichiarata, Un enfant de toi di Jaques Doillon, La bande de Jotas di Marjane Satrapi, i fratelli Skolimowski con Ixjana e altri esponenti della supernicchia festivaliera, come Muratova e Alexey Fedorchenko a chiudere la parata.

L’Italia sarà rappresentata da ben tre registi: Pappi Corsicato (Il volto di un’altra), Paolo Franchi (E la chiamano estate) e dal giovane esordiente Claudio Giovannesi (Alì ha gli occhi azzurri).

Nel Fuori Concorso spiccano il film d’animazione in 3D Le 5 Leggende, che dovrebbe essere presentato dall’ideatore e produttore Guillermo De Toro; la coppia P.J. Hogan/Tony Collette con Mental e il veterano Walter Hill che, oltre a ritirare il Maverick Award alla carriera, in compagnia di Sylvester Stallone presenterà il thriller Bullet to the Head. Infine, il nuovo “romanzo criminale” ma di ambientazione francese diretto da Michele Placido, ovvero il polar Le Guetteur (Il cecchino), con Daniel Auteuil, Mathieu Kassovitz e Luca Argentero e il nuovo episodio della Twilight Saga.

Resta ancora un mistero al momento in cui stiamo chiudendo queste pagine se la superclip dell’attesissimo western di Quentin Tarantino Django Unchained sarà uno degli eventi del festival. Mentre sembra certo che Quentin presenterà il suo attesissimo western in carne e ossa il prossimo gennaio, proprio all’Auditorium. […]

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