Ne esistono di tanti modelli, completano abitualmente la lista degli optional raccomandati dalle case automobilistiche e hanno la deplorevole abitudine di mettersi a suonare per un nonnulla nel cuore della notte, spingendo anche il più innocente “russatore” a coltivare aspri sentimenti di vendetta. Stiamo parlando degli antifurto, e lo sa bene Tim Robbins (nella foto), protagonista di Noise, l’ultima pellicola di Henry Bean presentata alla Festa del Cinema di Roma. Tratta dall’esperienza personale del regista, racconta la storia di David Owen, un newyorkese di successo che, stanco delle continue interferenze notturne, dichiara guerra agli antifurto a colpi di martello, diventando una sorta di vigilante destinato ad andare incontro a non pochi grattacapi giudiziari. Quando si rende conto che in questo modo rischia di mandare in frantumi il suo matrimonio, decide di continuare la sua battaglia, ormai molto popolare, per vie giudiziarie, scontrandosi con un viscido sindaco con il volto di Willam Hurt. «Per me il rumore è una metafora del potere», ha detto il regista, che ha parlato di un film ambientato in un mondo «dove i governi continuano a rimanere sordi alle richieste dei cittadini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA