Presentato in anteprima internazionale al RomaFictionFest, Ripper Street segna il ritorno sul piccolo schermo del serial killer più misterioso e “cinematografico” dell’Inghilterra dell’Ottocento: Jack lo Squartatore. Alla presenza del suo protagonista, Matthew MacFadyen (conosciuto per il ruolo di Mr. Darcy in Orgoglio e Pregiudizio di Joe Wright e per quello di Athos ne I Tre Moschettieri di Anderson), è stato mostrato al pubblico il pilot della serie (composta per il momento da 9 episodi), intitolato I Need Light, della durata di un’ora.

MacFadyen interpreta l’ispettore Edmund Reid a cui viene affidato un caso inquietante: il massacro, anzi lo squartamento, di una serie di prostitute del malfamato quartiere londinese di Whitechapel.  Insieme a lui indagherà il sergente Bennet Drake, interpretato da Jerome Flynn (noto al grande pubblico per la parte di Bronn nel serial HBO Game of Thrones). Una storia dal forte impatto, che vuole inquadrare in una nuova luce un mito nefasto, passato alla storia come uno dei crimini irrisolti più famosi del diciannovesimo secolo.

L’impostazione è quella di presentare i personaggi in un contesto già avviato, vale a dire che Jack lo Squartatore ha mietuto già le sue prime vittime divenendo il serial killer più ricercato in Inghilterra. Questo fa sì che i protagonisti, primo fra tutti l’ispettore Edmund Reid, abbiano una loro personale storia e un passato, spesso doloroso, legato all’ascesa del famigerato assassino. Si intuisce quindi già dalle prime battute del pilot che ogni personaggio avrà la propria personale storia da raccontare in cui il filo conduttore sarà proprio The Ripper che, almeno nel primo episodio, non torna ancora sulla scena del crimine.

Una riproduzione curata e ricercata della fuligginosa Londra vittoriana fa immergere lo spettatore in un’atmosfera fatta di mistero e inquietudine, ma la particolarità è che gran parte della narrazione si svolge di giorno, alla luce del sole e non in quegli scenari plumbei e uggiosi che richiamano molto i precedenti adattamenti cinematografici e televisivi.
Troppo facile fare un paragone con Sherlock Holmes: Gioco di Ombre: la sigla iniziale (soprattutto il font scelto per il titolo), e l’assonanza con alcune scene di lotta, danno a Ripper Street un impianto molto simile all’opera di Guy Ritchie con Robert Downey Jr.

Questo mix ben calibrato fa della serie televisiva un prodotto importante (se non la punta di diamante dei serial BBC, al pari di Sherlock) destinato ad appassionare anche oltre i confini europei. Con questo serial in costume la rete inglese è decisamente pronta ad affrontare il mercato internazionale, configurandosi sempre più, come unica valida alternativa al colosso dell’Entertainment mondiale meglio noto come HBO.
La serie debutterà in USA e UK questo autunno, ma non sono ancora note con precisione le date di trasmissione televisiva.

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