Domani, martedì 12 febbraio, sarà battuto il primo ciak di Come Dio comanda, il nuovo film di Gabriele Salvatores, le cui riprese dureranno undici settimane e si svolgeranno interamente in Friuli, tra le province di Pordenone e Udine, in luoghi che hanno letteralmente incantato Salvatores. Il regista rinnova così, dopo il felice esperimento di Io non ho paura, la collaborazione con Niccolò Ammanniti, autore dell’omonimo romanzo (vincitore del Premio Strega l’anno scorso) da cui è tratto anche il nuovo film. Nella clip che vi mostriamo Salvatores svela quale sia stata la gestazione del film, che lui dice avere una forte connotazione shakespeariana, per la presenza di una triade di personaggi e di un luogo che ricordano molto l’opera dell’autore inglese. Il regista ci racconta anche in quale modo, insieme ad Ammanniti (che è anche autore della sceneggiatura insieme ad Antonio Manzini), abbia deciso di trasporre per il grande schermo questa storia d’amore tra padre e figlio, che sono «come un lupo e il suo cucciolo», andando al cuore emozionale della vicenda. Sentimenti forti dunque, che non mancheranno di far discutere, promette il regista, uniti a un ingrediente efficace e già presente nel romanzo: la suspence «alla Hitchcock». La pellicola, il cui budget si aggira intorno ai 6 milioni di euro, è coprodotta da  Maurizio Totti per Colorado Film e Rai Cinema con il contributo della Film Commission della regione Friuli Venezia Giulia e vede nel cast Filippo Timi, che interpreterà Rino, il padre di Cristiano, ragazzino al centro della storia, che avrà il volto del giovanissimo Alvaro Caleca, per la prima volta sullo schermo. Elio Germano sarà l’amico del padre Quattroformaggi, mentre Fabio De Luigi coprirà il ruolo dell’assistente sociale. La vicenda ruoterà attorno a Cristiano, quattordicenne che vive solo con il padre dopo che la madre se ne è andata. L’uomo è un disoccupato, emarginato e violento, che per questo è sorvegliato dall’assistente sociale. La colonna sonora è stata affidata a un band del luogo dal nome che la dice lunga: Tre allegri ragazzi morti. Ma ci sarà spazio anche per le melodie di Elisa, un’artista che Salvatores ama particolarmente e che guarda caso è originaria di Monfalcone in provincia di Gorizia. Quando si dice “non lasciare nulla al caso”…

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