«Sam Levinson mi ha torturato per sei settimane»: Jacob Elordi svela il calvario sul set di Euphoria
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«Sam Levinson mi ha torturato per sei settimane»: Jacob Elordi svela il calvario sul set di Euphoria

L’attore ha raccontato le estenuanti riprese dell’ultima stagione, tra pestaggi, due giorni chiuso in una bara e un vero serpente al suo fianco

«Sam Levinson mi ha torturato per sei settimane»: Jacob Elordi svela il calvario sul set di Euphoria

L’attore ha raccontato le estenuanti riprese dell’ultima stagione, tra pestaggi, due giorni chiuso in una bara e un vero serpente al suo fianco

Jacob Elordi in Euphoria

Il ritorno di Jacob Elordi sul set di Euphoria si è trasformato in un vero e proprio calvario fisico. Nella terza e ultima stagione della serie HBO, infatti, Nate Jacobs è stato inseguito, picchiato e tormentato per settimane, prima di andare incontro a una morte particolarmente brutale.

Ospite di Jimmy Kimmel Live!, in una puntata condotta dal collega Colman Domingo, Elordi ha raccontato con ironia quanto sia stato impegnativo girare le ultime scene del suo personaggio. Quando il pubblico in studio ha reagito con dispiacere alla morte di Nate, l’attore non ha perso l’occasione per ricordare come il personaggio sia stato odiato dagli spettatori per anni.

«Grazie – ha commentato fingendosi infastidito – Dopo otto anni passati a dire “Nate fa schifo, uccidete Nate, Nate è un pezzo di merda” – sì, ho letto i vostri tweet – adesso siete tristi».

Nella terza stagione, Nate viene braccato da un ambiguo uomo d’affari e dai suoi scagnozzi dopo che un investimento legato alla sua attività immobiliare finisce male. Episodio dopo episodio, il personaggio è così costretto a fuggire e viene sottoposto a pestaggi sempre più violenti.

Parlando del creatore della serie, Sam Levinson, Elordi ha scherzato sulle difficoltà affrontate durante le riprese: «Credo che Sam mi abbia riportato nella serie soltanto per torturarmi. Sono state circa sei settimane durante le quali venivo continuamente picchiato da un uomo alto più di due metri. Non facevo altro che correre».

Il momento più estremo è però arrivato durante le riprese della morte di Nate, sepolto vivo all’interno di una bara e successivamente morso da un serpente a sonagli. Per realizzare la sequenza, Elordi è rimasto chiuso nello spazio ristretto per due giorni, indossando protesi e una lingua finta che gli impedivano persino di vedere correttamente.

«Sono rimasto chiuso in una bara per due giorni di fila, con le protesi e una lingua finta, e non riuscivo a vedere. Poi Sam ha messo dei serpenti nella bara», ha raccontato l’attore.

Al suo fianco c’era un vero boa costrittore, trasformato nella serie in un minaccioso serpente a sonagli. L’animale, tuttavia, si sarebbe rivelato molto meno aggressivo di quanto richiesto dalla scena.

«Aveva una personalità davvero piacevole – ha spiegato Elordi -. Era molto docile e assonnato. Non credo avesse preso molto sole. Cercavo quindi di spingerlo un po’ e di farlo muovere, perché avrebbe dovuto sembrare minaccioso. Invece era come un cagnolino: continuava ad acciambellarsi ai miei piedi».

Nonostante le difficoltà affrontate sul set, l’attore ha riconosciuto l’enorme importanza che Euphoria ha avuto per la sua carriera. Il ruolo di Nate Jacobs gli ha infatti permesso di raggiungere la notorietà internazionale e di ottenere parti sempre più importanti sul grande schermo.

«Ha davvero cambiato tutta la mia vita – ha dichiarato -. È qualcosa di incredibile. Non so se riuscirò mai a comprendere fino in fondo la grandezza della serie e ciò che ha fatto per me».

Rivolgendosi direttamente a Colman Domingo, Elordi ha poi sottolineato il percorso compiuto da entrambi dopo il successo della serie: «Adesso facciamo film. Tu sei protagonista nei film di Spielberg e io lavoro con Ridley Scott. È assurdo».

Jacob Elordi tornerà prossimamente al cinema in The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine, il nuovo film diretto da Ridley Scott.

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