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«Sarò poco intelligente o cinefilo per capirlo?»: Gabriele Muccino critica Favolacce dei fratelli D’Innocenzo

Fanno discutere le parole del regista de Gli anni più belli, che si è scagliato contro i David di Donatello e ha rivendicato il diritto a esprimere le proprie opinioni. E intanto qualcuno, su Wikipedia, modifica la voce di Favolacce…

Gabriele Muccino Fabio e Damiano D'Innocenzo
Muccino lamenta di essere stato trascurato ancora una volta e scrive sul suo profilo Twitter: «Diciamocelo, cari Giurati del David: questa ennesima volta (è dal 2003 che snobbate il mio lavoro), l’avete fatta grossa. A perdere non sono io, ma la vostra credibilità, smarrita peraltro da tempo. Farò il tifo per Micaela Ramazzotti e Claudio Baglioni»

Muccino può vantare un David per la regia vinto nel 2001 per L’ultimo bacio, un David speciale nel 2008 per i successi negli Stati Uniti (assegnatogli dopo l’exploit hollywoodiano in cui diresse Will Smith, che arrivò a una manciata di voti dall’Oscar, con La ricerca della felicità) e un David dello spettatore, nuovo e più recente riconoscimento per premiare i titoli entrati nel cuore del pubblico con ottimi risultati al botteghino, per A casa tutti bene, nel 2019.
 
A quanto si evince dal suo sfogo social, però, Muccino confidava che Gli anni più belli, di fatto l’ultimo successo italiano al box office nostrano prima della prima chiusura dei cinema per la pandemia lo scorso marzo (e salutato mediamente con buone recensioni anche dalla critica), ricevesse ben più delle tre candidature rastrellate, tra le quali quella a Micaela Ramazzotti come miglior attrice.
 
Dopo il primo tweet Muccino ha diffuso anche altri commenti, tra i quali alcuni, non certo teneri, riservati proprio anche a Favolacce: «Sto provando a guardare da stamattina Favolacce. Non lo sono ancora riuscito a finire. Sarò poco intelligente o cinefilo per comprenderne la grandezza? (Eppur sono di quelli che quando vedono Dogman, chiamano il regista per ricoprirlo di complimenti)».
 

Prosegue Muccino, rispondendo qua e là a vari utenti che avevano replicato alle sue affermazioni e arricchendo le proprie considerazioni: «Per la cronaca: Pasolini detestava Calvino, Moretti Monicelli, i viscontiani si odiavano con i felliniani e a volte venivano persino alle mani. Se posso dirla tutta e fino in fondo, tutto questo politicamente corretto, è la tomba dell’arte e lo trovo insopportabile (…) Non denigro. Dico solo che non sono riuscito a vederlo dalla noia e dalla confezione wannabe indie ma in fondo così saccente».

Non mancano anche accuse di provincialismo a margine del discorso iniziale sui David di Donatello: «Il mio ragionamento è: faccio film da 23 anni. Ho girato in diversi continenti, mi sono misurato con il pubblico italiano e anche globale. Il mondo reale, nel nostro mestiere, è fuori del perimetro del cortile in cui si giocava alla champions league quando era solo briscola».

Riguardo alle sue critiche al film di Fabio e Damiano D’Innocenzo, Muccino guarda anche al passato: «Quando C. Bene e V. Gassman si confrontavano a colpi di veleno e fioretto, davano all’arte antitetica che portavano in scena, una statura immensa. Se un film non mi piace perché non dovrei dirlo?! Per evitare che si dica che è invidia?!! Amo ammirar le cose belle! Non deprimermi! (…) E comunque giuro che non sto a rosica’ come viene banalmente di pensare! Anzi! Semplicemente non capisco. E siccome lo dico apertamente che questo film non vale un cazzo, sempre secondo me, si legge come invidia quando non farei mai a cambio nemmeno nella prossima vita».

Sia Gabriele Muccino che i fratelli D’Innocenzo, al momento, stanno sviluppando una propria serie per Sky. I gemelli scriveranno e dirigeranno tutti gli episodi del prodotto (si tratterà di «un noir investigativo che scava nell’anima umana in tutta la sua abissale complessità», stando alle loro parole), mentre Muccino si dedicherà alla versione seriale di A casa tutti bene (qui tutti i dettagli e gli attori coinvolti nel cast). 

Intanto, dopo la polemica, qualcuno aveva prontamente provveduto a effettuare una modifica (già rimossa, nel frattempo) sulla voce Wikipedia di Favolacce.

La cerimonia di consegna dei David di Donatello 2021, lo ricordiamo, si terrà il prossimo 11 maggio.

Che ne pensate delle parole di Gabriele Muccino e delle sue posizioni? Fatecelo sapere, come sempre, nei commenti. 

Foto: Getty (Franco Origlia; Stefania M. D’Alessandro)

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